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Avezzano, bloccata la centrale a biomasse. Proteste al Consiglio regionale

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 27 Ottobre 2017 @ 22:49

powercrop_protesteL’Aquila. Il Consiglio regionale ha approvato la risoluzione presentata dall’opposizione per bloccare la centrale a biomasse di Avezzano. “Una vittoria della mobilitazione democratica”, sostiene Acerbo (Rc) riferendosi alle proteste messe in scena dai cittadini sul piazzale antistante l’emiciclo aquilano.

Cartelloni colorati, megafoni, striscioni e volantini: si è consumata così la protesta del Comitato Marsicano No Powercrop, i cittadini di Avezzano e dintorni che si battono contro la costruzione di una mega centrale a biomasse nel capoluogo del Fucino. Il comitato per la Valutazione di Impatto Ambientale aveva dato l’ok all’avvio dell’iter, sollevando le polemiche di Legambiente e del comitato. Le motivazioni degli avversori evidenziano come l’impianto andrebbe ad insistere in un territorio fortemente abitato, come quello appena adiacente di Borgo Incile e in un’area dove già esistono una centrale turbogas da 150megawatt, gli stabilimenti della Cartiera Burgo, a qualche chilometro di distanza la stessa Powercrop, la stessa ditta realizzatrice, ha già costruito una centrale turbogas da 135 megawatt e c’è la centrale turbogas della Micron a poco più di un chilometro. Non solo: “La nostra contrarietà nasce anche dal fatto che il progetto prevede una centrale di dimensioni mostruose che brucia cippato ligneo, combustibile legnoso, per 275mila tonnellate annue: legna che non hanno mai detto dove la prendono”, dicono i rappresentanti del Comitato.

Una voce raccolta dalle opposizioni, che nei giorni scorsi hanno presentato in Consiglio Regionale una risoluzione, approvata oggi, che impegna alla sospensione del un procedimento autorizzativo e a chiedere al Comitato Via di riesaminare il progetto alla luce degli elementi nuovi sollevati dai Comuni, dai cittadini e dagli stessi consiglieri regionali. “Oggi si è vinta una battaglia non la guerra”, commenta il consigliere di Rifondazione Maurizio Acerbo, che ha interrogato nel ‘question time’ odierno l’assessore alla Valutazione Ambientale Gianfranco Giuliante, “il Pdl continua a ripetere che quello del Comitato Via è un parere tecnico, cosa alquanto scontata e risaputa, ma nel suo argomentare è implicito il non riconoscimento proprio degli argomenti tecnici che dovrebbero motivare un riesame del parere da parte del Comitato Via. Infatti l’assessore Giuliante stamattina ha letto un testo predisposto dagli uffici in cui si negano persino cose evidenti come la mancata richiesta di parere agli enti parco o la non congrua valutazione del complesso di tutte le emissioni degli impianti presenti nel comprensorio visto che il monitoraggio è stato effettuato a Ovindoli, a 1376 metri, e per un periodo limitatissimo invece che a Borgo Incile che si trova in una conca intermontana a 660 metri”. “Il rischio è che la Giunta giochi a nascondino scaricando la responsabilità del sì sul Comitato Via”, riassume Acerbo, che conclude palesando “il sospetto che in realtà siamo di fronte al tentativo di realizzare un inceneritore a servizio di Roma e del Lazio”.

 

Daniele Galli


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