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Referendum costituzionale, Pastorino a L’Aquila: ‘Riforma mortifica autonomie locali’ (FOTO)

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 27 Ottobre 2017 @ 19:55

L’Aquila. ‘Questa è una Riforma che non semplifica, ma complica ulteriormente le cose’, può essere la sintesi dell’incontro pubblico che si è tenuto nel capoluogo regionale, nell’ambito degli incontri che Possibile sta tenendo in tutta Italia, sulle ragioni del No al referendum costituzionale e sulle alternative possibili.

Ospite del comitato aquilano è stato il deputato Luca Pastorino, che molti ricordano anche per essere stato il candidato della sinistra alla presidenza della Liguria, lo scorso anno.

Il tema dell’approfondimento su Costituzione e riforma è stato, in particolare, il rapporto tra Stato, Regioni ed autonomie locali. Pastorino, anche con la propria esperienza di sindaco, ha aperto l’incontro ricordando che ‘la riforma va contro il dettato dall’articolo 5 della Costituzione, che prevede che la Repubblica ”riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento”.

E invece –afferma il deputato ligure- così si vogliono riaccentrare moltissime materie allo Stato. Questa riforma mortifica le autonomie locali, creando per altro, differenze che oggi non ci sono; ciò al di là della composizione del Senato’.

Paolo Della Ventura, del comitato aquilano di Possibile e coordinatore provinciale per il No, ha ricordato che ‘con il nuovo Senato ben 10 Regioni avrebbero due senatori, di cui un consigliere regionale ed un sindaco. I cui criteri di elezione, non si sa come saranno definiti tra quelli proporzionali del testo della riforma e le leggi elettorali maggioritarie regionali’.

Della Ventura ha anche ricordato che il Decreto del Presidente del Consiglio del 10 agosto scorso e pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 5 ottobre, ‘nell’ottica lunga dello Sblocca Italia, ha autorizzato la realizzazione di nuovi inceneritori, di cui uno anche in Abruzzo. Ecco queste, politica energetica e tutela ambientale, saranno due delle materie su cui le Regioni non potranno più dire la propria, per esempio, deciderà lo Stato e basta, alla faccia dell’articolo 5’.

‘Con le “disposizioni generali e comuni” dello Stato che prevede il nuovo articolo 117, – ha proseguito Pastorino – di fatto si svuotano completamente le funzioni delle Regioni. In più, la modifica del terzo comma del 116 crea un regionalismo differenziato che oggi non c’è.

L’invito che facciamo sempre – ha concluso il deputato di Possibile – è quello di leggere il testo della riforma: sono 40 articoli e ci si rende conto anche di come sia scritta male sotto il profilo dell’italiano’.

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