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Elezioni Sulmona, i due competitor uniti (ma con idee diverse) in difesa dell’ospedale

Ultimo Aggiornamento: domenica, 29 Ottobre 2017 @ 21:11

Sulmona. In lotta per la carica di Primo Cittadino di Sulmona, Bruno Di Masci e Annamaria Casini si ritrovano a combattere una battaglia comune, seppure con idee differenti, in difesa dell’ospedale dell’Annunziata.

“La presenza dell’ospedale dell’Annunziata come presidio principale di sanità per la città e per il territorio va salvaguardata e potenziata, garantendo ai cittadini sulmonesi e del comprensorio, che si caratterizza come area montana, servizi sanitari qualificati ed efficienti”.

Lo ha detto Bruno Di Masci a conclusione della visita di questa mattina nei reparti dell’Ospedale dell’Annunziata e dopo aver incontrato il direttore sanitario del presidio, dottor Tonio Di Biase.

“L’ospedale con le sue innumerevoli professionalità, come pure il tribunale sono presidi pubblici essenziali da difendere contro qualsiasi rischio di ridimensionamento e nel caso del tribunale di soppressione. L’amministrazione comunale da me guidata avrà attenzione quotidiana alla salvaguardia di questi due presidi e saremo in continuo contatto con gli operatori sia della sanità che degli uffici giudiziari, per concertare strategie indispensabili allo scopo di conservare alla città e al territorio ospedale e tribunale” ha sottolineato Di Masci.

Gli impegni confermati da Di Masci a sostegno dell’Ospedale sulmonese sono il suo potenziamento nell’organico medico e paramedico, risolvendo i problemi che in molti reparti e servizi sono effetto delle carenze di personale; l’adeguamento della tecnologia; l’apertura immediata delle nuove sale operatorie, destinando una sala operatoria e la sala travaglio ad uso esclusivo del punto nascita che deve essere conservato; l’attenzione costante alla costruzione della nuova struttura ospedaliera, per dotare finalmente la città di Sulmona ed il Centro Abruzzo di un presidio di sanità moderno ed efficiente, nella struttura alberghiera e in ogni reparto e servizio, a beneficio dell’utenza proveniente dall’intero comprensorio e dallo stesso territorio regionale.

Di Masci ha concluso la visita in ospedale incontrando Edoardo Facchini, responsabile regionale del Tribunale dei Diritti del Malato, puntando l’attenzione soprattutto sui problemi riguardanti il cattivo funzionamento di macchinari diagnostici e le lunghe liste d’attesa per le visite specialistiche.

L’annuncio dell’approvazione del “Piano di riqualificazione del sistema sanitario abruzzese 2016-2018”, con decreto del Commissario ad acta per la Sanità, governatore Luciano D’Alfonso, che prevede, sul fronte dell’assistenza ospedaliera, una riorganizzazione della rete (che sarà oggetto di un successivo decreto) preoccupa non poco Annamaria Casini

.“Ritengo assolutamente inaccettabile il piano di riqualificazione del sistema sanitario regionale, che vede ancora una volta penalizzate la città di Sulmona e la Valle Peligna con il loro ospedale, già gravemente minato per la ventilata chiusura del punto nascita e ora addirittura declassato a poco più di un pronto soccorso”, afferma la candidata sindaco con la coalizione “Noi per Sulmona”.

“Il territorio di Sulmona e della Valle Peligna pagano il prezzo più alto di tutto l’Abruzzo per far ottenere al governatore Luciano D’Alfonso il merito di aver portato fuori dalle secche del commissariamento il comparto sanitario abruzzese.

Bene hanno fatto l’assessore regionale sulmonese, Andrea Gerosolimo, e i Consiglieri regionali, Mario Olivieri e Maurizio Di Nicola, a ricordare all’assessore regionale, Silvio Paolucci, che questo piano non è stato esaminato e discusso né in sede consiliare né con la maggioranza politica regionale.

Probabilmente il commissario D’Alfonso e l’assessore Paolucci lo hanno concordato con il loro collaboratore più stretto in materia sanitaria professor Bruno Di Masci. Ci aspettano giorni difficili, ma porteremo avanti con forza la voce di questo territorio per rivendicare a favore della nostra città e della Valle Peligna la salvaguardia del diritto alla salute e dei relativi servizi di cittadinanza essenziali. Giù le mani dal nostro ospedale”.

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