Crollo palasport Introdacqua, Prefetto ordina convocazione del consiglio comunale (FOTO)

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 2 Novembre 2017 @ 21:32

Introdacqua. La richiesta di convocazione del Consiglio comunale presentata dalla minoranza, per
discutere sui fatti inerenti il crollo del palazzetto, è pienamente conforme a tutte le disposizioni normative ed al Testo Unico per l’ordinamento degli Enti Locali.

Chi lo assicura è la Prefettura di L’Aquila che, a questo punto, fa chiarezza su chi ha “ragione”, ammonendo il Sindaco, per il diniego, motivato – a suo dire – “carente di presupposti e non di competenza consiliare”.

Con una “diffida” formalizzata nei confronti del Sindaco del Comune di Introdacqua, la Prefettura di L’Aquila dispone che, la richiesta avanzata dai consiglieri di minoranza, obbliga il Sindaco a procedere alla convocazione dell’organo assembleare, per la trattazione specifica delle questioni richieste.

La stessa consolidata giurisprudenza – evidenzia il Prefetto – prevederebbe che il Sindaco non possa effettuare una preventiva valutazione degli argomenti proposti, spettando ad esso soltanto la verifica formale, e che la richiesta provenga dal prescritto numero di soggetti legittimati, senza la possibilità di sindacarne l’oggetto.

‘Di fatto, come più volte giustamente affermato dalla minoranza, spetta al Consiglio
comunale la discussione delle questioni riguardanti il crollo del palazzetto, ed il Sindaco
non può negarla.

Inoltre, la stessa Prefettura “ordina con tempestività” la convocazione del Consiglio
comunale, per la richiesta discussione legata al crollo del palazzetto, comunicando che se
questo non dovesse avvenire, si provvederà d’ufficio, ai sensi del 5° comma dell’art. 39 del
Testo Unico per l’ordinamento degli Enti locali’, si legge in una nota di Uniti per Introdacqua.

Afferma la minoranza: “A questo punto, fatta la dovuta chiarezza, sembrano veramente
fuori luogo ed “imbarazzanti” le motivazioni utilizzate dal Sindaco per cercare di “negare” il
Consiglio comunale.

Motivazioni palesemente legate ad incomprensibili presupposti – obiettivamente –
insussistenti per il diniego ad una “pubblica discussione” per degli eventi, di una “enorme
gravità”, di competenze del Consiglio quale organo di controllo politico-amministrativo.”

Continua l’opposizione: ”Ancor più “imbarazzanti” – per non utilizzare altri termini – sono le
dichiarazioni rilasciate alla stampa, indirizzate alla minoranza, accusata di richieste
“fuorilegge”.

Come più volte ripetuto, la richiesta di Consiglio, è finalizzata esclusivamente, a fare
chiarezza sui fatti accaduti e, per accertare eventuali responsabilità per un accadimento
così grave!”.

Proseguono i consiglieri di “Uniti per Introdacqua”: “Non fa parte del nostro modo di
concepire l’azione amministrativa, accusare ingiustamente, chi con coscienza fa il “proprio
dovere di consigliere” e, ci saremo aspettati lo stesso dagli amministratori del nostro
Comune.

L’utilizzo della “macchina del fango” – nei confronti della minoranza – unitamente
“all’attacco mediatico”, diretto solo a screditare il “giusto operato” di chi doverosamente lo
esercita, per il “bene comune” e per gli interessi di tutti, non è più tollerabile.”

Inoltre: “Con molta franchezza avremmo voluto evitare, per usare un eufemismo, questa
“brutta figura” al primo cittadino ma, probabilmente, “mal consigliato” dai suoi stessi
collaboratori politici, si è cercato “maldestramente” di far passare come “irregolari” le
corrette e legittime richieste della minoranza.

In ultimo: “Chiediamo semplicemente al Sindaco di essere un “arbitro imparziale”, non solo
per i fatti legati al crollo del palazzetto, ma per tutte le vicende che riguardano il nostro
Comune. Che il “buon senso” prevalga alle “illogiche direttive di partito”.
Allo stesso tempo chiediamo, non un cambio di marcia, ma un cambio di rotta.
Se chi alla guida dell’Amministrazione con comprende che, per svariate situazioni, si sta
dirigendo verso il baratro, continuando in quella stessa direzione, inevitabilmente,
precipiterà nel dirupo.

Come spesso dimostrato nei fatti, le giuste proposte – mai ascoltate – della minoranza,
avrebbero evitato “incresciose situazioni” e, sempre nell’interesse dei cittadini, vantaggi
per l’intera collettività.

Conclude la minoranza: “Come già dichiarato, porteremo avanti, anche da soli, in tutte le
opportune sedi, questa “battaglia“ per la trasparenza.

Restiamo in attesa della convocazione del Consiglio comunale per discutere – alla
presenza di tutti i cittadini – su quello che è stato fatto e quello che si deve fare, senza
ulteriori e inutili perdite di tempo.

Bisogna attivarsi, tempestivamente, per individuare le cause del crollo e per accertare
eventuali responsabilità, al fine di non far decorrere i termini per le opportune richieste di
risarcimento.”