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Referendum Gran Sasso, Ranieri: ‘Incredibile silenzio di Cialente sulla questione’

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 26 Ottobre 2017 @ 10:38

L’Aquila. “Nell’ultima seduta della Seconda Commissione sono stati ascoltati due cittadini aquilani membri del comitato promotore sul referendum per il Gran Sasso. Aldilà delle tematiche che attengono i Sic attualmente vigenti, ritengo positivo aver ascoltato le posizioni di semplici cittadini, soprattutto in un momento in cui, qui all’Aquila, non viene tutelato il diritto degli stessi di esprimersi attraverso un referendum. “E’ diritto di ogni cittadino esercitare la propria sovranità tramite referendum. Quello che sta accadendo nel capoluogo ha del paradossale”.

Con queste parole il Consigliere regionale del M5S Gianluca Ranieri commenta l’intricata vicenda dell’attuazione del referendum cittadino.

“A oggi l’empasse per la costituzione del comitato dei garanti si è creata con la nomina del terzo componente. Un ostacolo – sottolinea Ranieri – che può essere ovviato con la nomina da parte del Presidente del Tribunale di un delegato per la partecipazione nel comitato che, pur di elevate competenze, non sia un magistrato.

Del resto, nell’articolo 15 del regolamento sugli Istituti di partecipazione, è previsto che il comitato dei Garanti sia composto, tra gli altri, dal segretario generale del Comune, che se non erro è una carica ad oggi ricoperta da un avvocato.

Pertanto immagino che non ci sarebbe da scandalizzarsi se il Presidente del Tribunale di L’Aquila scegliesse il suo delegato al Comitato dei Garanti ad esempio tra gli avvocati iscritti nell’apposito albo del foro aquilano.

I criteri di scelta – propone Ranieri – potrebbero basarsi sull’anzianità di iscrizione e/o sulle specifiche competenze in materia, di modo da non incorrere nel veto che il Consiglio Superiore della Magistratura ha espresso in merito alla partecipazione di un giudice nel Comitato.

E’ una soluzione come può esserlo quella (probabilmente più lenta) di modificare lo Statuto e il regolamento di partecipazione. Di certo c’è che una scelta va fatta e in tempi rapidi perché a oggi gli aquilani sono di fatto privati del diritto di esprimersi attraverso il referendum, qualunque ne sia la proposta.

Un diritto fondamentale per ogni cittadino e non si capisce come il Comune dell’Aquila, in persona del suo sindaco, possa restare in silenzio e immobile verso una tematica così delicata, invece di impegnarsi con tutte le proprie forze per rimuovere gli ostacoli che impediscono il referendum, dando così voce ai propri concittadini”.

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