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Sulmona, no Snam: 365 associazioni e 54 comuni alla manifestazione

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Ultimo Aggiornamento: sabato, 21 Aprile 2018 @ 0:34

Sono 365 a stamattina le adesioni pervenute da tutta Italia, dalla Diocesi con in testa il vescovo ai comuni, alle aree protette e ai rappresentanti istituzionali della regione passando per tantissime organizzazioni, da 190 associazioni nazionali e locali di tantissime regioni a tutte le sigle sindacali, da quasi tutti i partiti a decine di realtà economiche operanti sul territorio.

 

È un vero e proprio coro quello che si alzerà domani a Sulmona: “stop a progetti calati dall’alto come centrale e gasdotto, basta con le fossili e con le opere inutili e dannose, vogliamo il risanamento del territorio, da Bussi alla qualità dell’aria, la prevenzione sismica per ospedali e scuole, la valorizzazione turistica e la protezione della salute e dell’ambiente”.

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Sono ben 11 gli interventi in terra e in mare solo tra Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo e Molise che rientrano pienamente in una strategia più vasta, la trasformazione dell’Italia nell’Hub del Gas. Tanti tasselli di un progetto che viene presentato in maniera spezzettata per non avere una forte opposizione e senza neanche una Valutazione Ambientale Strategica a livello nazionale per evitare qualsiasi discussione pubblica sull’effettiva utilità per gli italiani e sui rischi connessi. Si pensi che, in realtà, il gasdotto Sulmona-Foligno è solo uno dei 5 tronchi del gasdotto Rete Adriatica che dovrebbe percorrere l’intera dorsale appenninica nelle aree a maggior rischio per oltre 600 km, attraversando anche aree fondamentali per l’acqua come quella appena retrostante le Sorgenti del Pescara, una delle riserve idriche più grandi in Europa. In realtà a sua volta si lega indissolubilmente con il contestatissimo TAP in Salento e con un ulteriore bretella SNAM di 55 km.

Stoccaggi, pozzi di estrazione, gasdotti, prospezioni petrolifere su larga scala in mare che elenchiamo qui con una breve descrizione delle loro principali caratteristiche. Tanti i rischi connessi, da frane a esplosioni, da emissioni in atmosfera con danni locali e generali per i cambiamenti climatici, dai sismi indotti alla perdita di biodiversità, dalla subsidenza all’impatto sulla salute per i cittadini, dal danno al turismo a quello slla pesca. Invece sono tanti profitti per chi realizza e gestisce le opere per estrarre, stoccare e far transitare il gas verso il Nord Europa con la beffa che a pagarle siamo noi con le bollette!

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E’ il frutto avvelenato di una politica governativa finora schierata con petrolieri ed affini guardando agli interessi del passato che non vogliono tramontare nel paese del sole, che non vogliono far vedere il presente e voltare il paese verso le tecnologie che già oggi stanno cambiando il volto dell’economia mondiale. Il consumo di gas in Italia ha avuto il picco nel 2005 e la rete esistente è sovra-dimensionata. A Marzo in Portogallo tutta l’energia elettrica consumata è stata prodotta da rinnovabili e hanno pure esportato. Per la mobilità il mercato in 2-3 anni sarà inondato da modelli totalmente elettrici e in Giappone le colonnine di ricarica elettrica superano già oggi i distributori di carburante in vista di questa rivoluzione che in realtà è già in corso in molti paesi. In Norvegia ormai si vendono più auto elettriche che tradizionali. L’idea del gas come fonte di transizione per 40-50 anni (che poi è la vita di un gasdotto) tra carbone e rinnovabili sta tramontando velocemente per via della rivoluzione tecnologica e della necessità sempre più impellente di combattere i cambiamenti climatici. I problemi dell’intermittenza dell’energia prodotta da rinnovabili si sta risolvendo in pochi anni con impianti di accumulo che iniziano a funzionare in grandi paesi. Le lobby che hanno influenzato le politiche energetiche del paese negli ultimi anni ci stanno facendo quindi perdere il treno avviandoci su un binario morto con pesantissimi impatti sul territorio.

Per questo domani saremo in tanti a Sulmona per affermare i nostri diritti anche verso atti arroganti di un governo che ha perso le elezioni proprio per le loro politiche vecchie ma che vuole continuare a decidere come se nulla fosse accaduto. Un Governo e diversi funzionari ministeriali che pensano a far attraversare con un enorme cantiere i tre crateri sismici di L’Aquila, Amatrice e Norcia da un’opera miliardaria mentre tutto attorno i cittadini vivono quotidianamente problemi immensi. Cosa è strategico veramente? Per chi?

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Le comunità si rimettono in marcia dopo aver sconfitto, all’ultimo secondo utile dopo lotte di dieci anni, Centro oli di Ortona e Ombrina, prove che l’unica lotta che si perde sicuramente è quella che non si combatte. In queste settimane abbiamo svolto più di 25 incontri sul territorio nella carovana No Hub delGas. Noi ci siamo e invitiamo tanti cittadini a partecipare in questa bella lotta per la difesa del nostro patrimonio e della nostra salute.

 

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LE RASSICURAZIONI DELLA SNAM

 

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Un’opera fondamentale e sicura

Per imprimere al gas la spinta necessaria a viaggiare lungo la rete di trasporto, è prevista la realizzazione a Sulmona (Aq) di un impianto di compressione e spinta.

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L’impianto di compressione di Sulmona risulta funzionale al trasporto di gas naturale sulle dorsali della rete nazionale e alla successiva distribuzione nelle reti regionali, oltre che dei quantitativi previsti provenienti dai punti di entrata da sud (25 milioni di metri cubi standard al giorno), anche dei quantitativi giornalieri aggiuntivi previsti per il campo di stoccaggio Stogit di Fiume Treste nei pressi di Cupello (Ch) che per volumi di stoccaggio e capacità di punta è il primo in Italia.

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La configurazione del tracciato del gasdotto Rete Adriatica e i calcoli idraulici di assetto della rete hanno reso necessaria la collocazione dell’impianto di compressione a Sulmona dove già transitano i gasdotti appartenenti al Transmed.

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L’impianto, consentendo anche il potenziamento delle reti regionali esistenti e aumentando la flessibilità e l’affidabilità del sistema locale di trasporto, assicurerà agli abitanti e alle attività produttive dei territori attraversati maggiori disponibilità di gas metano in sostituzione dei tradizionali combustibili fossili, maggiormente inquinanti rispetto al gas naturale.

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L’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio dell’impianto è stata rilasciata con Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico il 7 marzo 2018.

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In Italia sono attualmente già attivi lungo la rete di trasporto Snam 20 impianti tra centrali di compressione e siti di stoccaggio del gas. Si tratta di impianti sicuri e a basso impatto che in nessuno degli eventi sismici succedutisi in Italia (si veda Poggio Renatico in Emilia Romagna) sono mai stati danneggiati, al pari dell’intera rete di gasdotti.

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Dimensioni

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L’area interessata dall’impianto sarà circa di 12 ettari, di cui soltanto 4 ettari con impianti fuori terra, mentre i rimanenti 8 saranno destinati a verde. L’area è stata acquistata da Snam Rete Gas tramite accordi bonari con i proprietari.

 

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Emissioni

I principali enti e istituti di ricerca ambientale nazionali e internazionali considerano le emissioni di polveri degli impianti di compressione pari a zero o comunque talmente trascurabili da essere considerate nulle. 

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Le turbine a gas dell’impianto sono dotate di bruciatori a basse emissioni[1] del tipo Dry Low NOx (DLN), in linea con la migliore tecnologia attualmente disponibile sul mercato internazionale. A tale tipologia di turbine sono associati livelli di qualità dell’aria con concentrazioni al suolo 25 volte inferiori per NOx (ossidi di azoto) e 100 volte inferiori per CO (monossido di carbonio) prescritti dalla norma vigente, tenendo in considerazione sia la conformazione del territorio sia le caratteristiche meteoclimatiche dell’area peligna (compresi i ristagni dell’aria).

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Utilizzo del gas naturale vs utilizzo di gasolio

Il gas naturale costituisce una fonte di energia a basso impatto ambientale. A seguito della metanizzazione della città di Sulmona si sono ottenuti benefici ambientali quantificabili come dalla successiva tabella che raffronta le emissioni prodotte nell’anno 2012, derivanti dagli usi civili ed industriali di gas naturale, con le equivalenti emissioni prodotte con eventuale esclusivo utilizzo di gasolio.

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EmissioniNOx (t)

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ossido di azoto

CO (t)

monossido di carbonio

CO2 (t)

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anidride carbonica

Città di Sulmona anno 201235,218,333.609
Città di Sulmona a gasolio51,932,953.534

 


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[1] Secondo gli standard previsti dal Decreto Ministeriale del 01.10.2008, che ha recepito nell’ordinamento italiano il documento del Luglio 2006. << Reference Document on Best Available Techiniques for Large Combustion Plants>>

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