Pescasseroli, cucciolo di orso ritrova la madre. Primo caso documentato in Italia

L’intervento sul cucciolo di orso realizzato il 15 agosto scorso, ha permesso, grazie allo straordinario impegno dei tecnici del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, di ricongiungere l’orsetto alla madre e rappresenta un’ottima notizia per questa popolazione fortemente minacciata.

 

Il Parco ha agito in costante contatto con ISPRA e il Ministero dell’Ambiente – ha dichiarato Piero Genovesi – Responsabile “Servizio per il Coordinamento della Fauna Selvatica” di ISPRA, e il protocollo di intervento è stato definito in collaborazione con gli esperti di ISPRA, riducendo al minimo i contatti degli operatori con il cucciolo per prevenire l’insorgere di comportamenti di confidenza con l’uomo che rappresentano un forte rischio per il successo delle operazioni di recupero di questi animali. Si è inoltre riusciti ad evitare l’anestesia e la marcatura del piccolo, minimizzando così ogni possibile stress”.

Purtroppo, come abbiamo visto in queste ultime settimane non sono rari gli episodi di cuccioli di orso non accompagnati alla madre, a volte causati dal disturbo dell’uomo. E’ importante informare i frequentatori dell’area protetta sulla necessità di evitare ogni disturbo per gli orsi, ma è anche essenziale capire meglio come intervenire in questi casi, per i quali ci sono pochissime esperienze anche su scala internazionale. La popolazione di orsi del centro Italia è una delle più minacciate al mondo ed è essenziale tutelare ogni individuo se si vuole proteggere il futuro dell’orso marsicano.

Il rilascio del cucciolo in un ramneto ha sicuramente creato le condizioni ideali per la riuscita dell’operazione. In questa stagione, infatti, la maggiore parte degli orsi frequenta queste aree. In estate gli orsi, soprattutto le femmine con piccoli, hanno bisogno di quasi 20.000 kcal al giorno, e le bacche di ramno sono molto energetiche (0,8 kcal/frutto). Per queste ragioni è fondamentale che gli orsi possano alimentarsi a lungo e indisturbati.

“Questa storia a lieto fine, diversamente dall’altra – dichiara il Vicepresidente del Parco Augusto Barile – ci offre uno spunto per ragionare sulla necessità di rispettare le regole e le indicazioni dell’Ente Parco. La chiusura temporanea di alcuni sentieri che attraversano i ramneti cosi come il divieto di abbandonare i tracciati ufficiali hanno proprio lo scopo di garantire la tranquillità degli orsi in questa fase critica del ciclo vitale. La conservazione dell’orso dipende da ciascuno di noi”.

Ogni tanto le storie a lieto fine accadono e anche tutti gli sforzi di chi in questa calda estate, non solo meteorologica, non si è fermato, né giorno e né notte, vengono premiati.