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Orso Stefano: la Forestale punta sull’avvelenamento

Ultimo Aggiornamento: domenica, 29 Ottobre 2017 @ 3:02

orso2Pescasseroli. Ancora mistero sulla morte dell’orso Stefano: non sarebbero stati i fucili a ucciderlo. Intanto il ministro Orlando interviene per la regolamentazione delle piste forestali.

Nonostante il forte sdegno sollevato dalla totalità della società civile e politica per il caso di presunto bracconaggio, resta ancora da fare totale chiarezza sulla morte dell’orso Stefano, esemplare bruno-marsicano trovato morto domenica scorsa alle pendici del Monte Morrone, nel versante molisano del Parco. L‘autopsia ha rilevato sul plantigrado alcuni proiettili, addebbitabili a tre diversi fucili, ma nuovi risvolti dicon che la morte non sarebbe, tuttavia, dovuta ai colpi di arma da fuoco. Sull’episodio indaga la Forestale che ha odrinato ulteriori esami sulla carcassa per accertare un presunto avvelenamento. Accanto all’orso Stefano, inoltre, è stato trovato morto anche un cavallo.

Intanto la sollevazione ambientalista ha ricevuto la giusta risposta dal ministro all’Ambiente: “Abbiamo avuto modo di leggere le dichiarazioni del ministro dell’Ambiente Andrea Orlando a proposito”, afferma in una nota la presidenza del Parco nazionale d’Abruzzo, “e, apprezzandole molto, desideriamo ringraziarlo per la sensibilità, il sostegno assicurato e l’impegno assunto a mettere in atto ogni possibile provvedimento per evitare il ripetersi di questi incresciosi avvenimenti”. Il ministro, infatti,  è intervenuto sui presidenti delle Regioni Abruzzo, Lazio e Molise sollecitando alcuni urgenti interventi in materia di accesso alle piste forestali nelle aree maggiormente interessate dalla presenza dell’Orso, di anagrafe canina, di pascolo, di rispetto dei regolamenti sanitari e di misure di tutela nelle Zone Speciali di Conservazione. Tutti elementi che mettono a rischio la già delicata situazione della razza in estinsione: poco più di 60, infatti, gli orsi bruni-marsicano rimasti in vita all’interno del Pnalm.

La Lega anti vivisezione, invece, sempre più determinata a scoprire le responsabilità dei presunti bracconieri, ha fissato una taglia di 2mila euro per chi riuscisse a fornire informazioni per l’identificazione di chi ha tirato il grilletto contro l’orso Stefano.

IL TAR BOCCIA L’ABRUZZO SULLA CACCIA

E’ stata pubblicata ieri dal Tribunale amministrativo regionale una senzenta in materia di caccia, tutela dell’orso e della salute pubblica che, secondo il Wwf, promotore del ricorso al Tar, “censura duramente l’operato della Regione Abruzzo praticamente su tutte le scelte venatorie”. “Particolare rilevanza”, sottolinea l’associazione ambientalista, “acquista il giudizio sulla tutela dell’orso bruno”. Solo domani il presidente nazionale del Wwf Dante Caserta renderà pubblici i contenuti della sentenza, ma anticipa già il paragrafo conclusivo: “Da quanto sopra consegue quindi l’accoglimento della censura sulla mancata protezione dell’orso marsicano nell’intero areale di distribuzione individuato nell’accordo il sul Piano d’azione per la tutela dell’orso bruno marsicano”.

Certamente il recente clamore sul caso ha influito sulla sentenza del tribunale, ma per Caserta la visione della vicenda è più ampia: “La Sentenza”, conclude, “in combinato disposto con la recente decisione della Consulta che ha eliminato anche il famigerato Comparto Unico, sempre su ricorso di Wwf ed Animalisti Italiani, determina il k.o. finale per la gestione venatoria attuata finora dalla Regione Abruzzo”.


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