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Operazione Karkouba: 27 arresti nella Marsica per spaccio di droga

Ultimo Aggiornamento: domenica, 29 Ottobre 2017 @ 4:23

commissariato_avezzanoLuco dei Marsi. Associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti. Questo il reato contestato alle 27 persone, in gran parte marocchini, destinatarie di altrettante ordinanze di custodia cautelare emesse dalla Procura Distrettuale Antimafia de L’Aquila ed ed eseguite, dalle prime luci dell’alba, dalla Squadra Mobile dell’Aquila e dagli uomini del Commissariato di Polizia di Avezzano.

Una vasta operazione antidroga che vede come epicentro il paese di Luco dei Marsi, nel quale ha trovato dimora una forte componente di etnia marocchina, che ha comportato diversi problemi sul territorio tali da attirare, nel dicembre 2012, l’attenzione dei media nazionali e che ha provocato un’interrogazione parlamentare all’ex Ministro Cancellieri da parte dell’allora senatore Giovanni Legnini. Si parlava di allarme criminalità in paese e addirittura andavano formandosi delle ronde di “giustizieri” contro gli stranieri.

“Karkouba”, questo il nome in codice dell’operazione, derivante dal modo di chiamare la droga nel dialetto marocchino da parte dei membri dell’organizzazione criminale.

L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di L Aquila, mira anche a contrastare il fenomeno dellimmigrazione clandestina: tutti i clandestini che verranno rintracciati, fa sapere la Polizia ,saranno oggetto di provvedimenti di espulsione con eventuali accompagnamenti presso vari Centri presenti sul territorio italiano. Le indagini hanno evidenziato l’esistenza sul territorio marsicano, in particolare tra Avezzano, Luco dei Marsi, Celano, Trasacco e San Benedetto dei Marsi, di un folto gruppo di cittadini marocchini dediti allo spaccio di cocaina ed hashish, insieme a cittadini italiani. La struttura organizzativa è risultata ben consolidata e collaudata in compiti e ruoli, con gli stranieri, due in particolare aventi ruoli direttivi, seguiti da una folta manovalanza di connazionali facenti le funzioni di pusher, e di italiani che facevano da intermediari. Una cinquantina in tutto i membri, con una struttura organizzativa perfettamente in grado di gestire il grande bacino d’utenza composto da giovani consumatori, attratti sia dalla diversificazione dell’offerta che dalla qualità del prodotto, sempre disponibile. Non solo. Uno dei marocchini, residente a Luco dei Marsi, è indagato anche per il reato di sfruttamento della prostituzione di ragazze che venivano “scambiate” con la droga.

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