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L’Aquila, cuccioli abbandonati a Paganica: ecco le immagini

Ultimo Aggiornamento: lunedì, 30 Ottobre 2017 @ 8:59

IMG_0007L’Aquila. Lo scorso ottobre la Sezione di L’Aquila della Lega Nazionale per la Difesa del Cane aveva rinvenuto, nelle vicinanze del proprio Rifugio, a Paganica, quattro cuccioli abbandonati sotto la pioggia, di cui uno già morto (probabilmente di stenti).  I cuccioli, molto magri ed infreddoliti, erano stati tempestivamente rifocillati e soccorsi: nelle settimane successive, dopo la microchippatura e le profilassi veterinarie necessarie, i piccoli avevano fortunatamente trovato delle buone adozioni.

La Lega del Cane ha successivamente preso visione dei filmati, grazie al sistema di videosorveglianza di cui l’associazione si è dovuta dotare proprio per scoraggiare questi comportamenti. Nelle registrazioni è stato possibile vedere la persona che, nel pomeriggio precedente al ritrovamento, è giunta presso il rifugio con l’automobile ed ha aperto il bagagliaio estraendone un contenitore che avrebbe letteralmente rovesciato per terra, sbarazzandosi così dei cuccioli.foto14
Filmati alla mano, l’associazione ha così deciso di presentare, nelle scorse settimane, formale atto di denuncia alla Procura della Repubblica di L’Aquila, affinché il responsabile di tale gesto venga individuato tempestivamente.

foto16L’associazione animalista spiega che l’articolo 727 della L 189/2004 è molto chiaro in merito: “chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze”. Auspicando una rapida e positiva, per quanto possibile, conclusione per questa triste vicenda, ci preme sottolineare che, nel 2013, gli strumenti per arginare il fenomeno dell’abbandono ed il conseguente proliferare del randagismo, ci sono e sono efficaci: grazie alla sterilizzazione e all’applicazione del microchip, con le campagne di sensibilizzazione ed informazione, questa piaga, così presente in Abruzzo e più in particolare nella provincia di L’Aquila, può essere sconfitta”.

 

 

 

 

 

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