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Santa Croce Canistro, Fai-Cisl sollecita emanazione bando regionale

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 27 Ottobre 2017 @ 20:33

Canistro.”I lavoratori della Santa Croce sono ormai destinati al licenziamento”.

Ad affermarlo è Franco Pescara, segretario regionale FAI-CISL, che richiama l’azienda e la Regione Abruzzo “alle proprie responsabilità”.

“Dopo molte vicissitudini, il bando del 2015, la concessione provvisoria e definitiva”, spiega Pescara, “la Regione ha revocato, il 4 ottobre 2015, la concessione alla società Santa Croce. Ad un anno di distanza, non c’è ancora traccia del nuovo bando, più e più volte annunciato”.

La Fai- Cisl sottolinea che “gli obiettivi sindacali, ovvero mantenere in forza gli attuali 75 dipendenti al momento dell’esito dell’ aggiudicazione della concessione, sono definitivamente naufragati l’8 settembre scorso, con dell’avvio della mobilità da parte dell’azienda.

Secondo quanto messo nero su bianco dalla società”, sottolinea Pescara, “le motivazioni di tale decisione sono legate alla mancata autorizzazione a prelevare l’acqua per l’imbottigliamento, dalle sorgenti di Canistro. Nel frattempo, però, si continua a lavorare.

C’è un passaggio che non si comprende: se la Regione ha negato la proroga, perché tollera che la Santa Croce continui a imbottigliare? E se continua a imbottigliare, perché ha avviato le procedure di licenziamento?”.

La Fai- Cisl manifesta “forti dubbi sul futuro dei 75 dipendenti” e chiede “un chiarimento immediato da parte della Regione, oltre all’emanazione del bando per l’imbottigliamento dell’acqua Santa Croce”.

“Una vertenza”, conclude Pescara, “che si trascina dal 2009 tra cassa integrazione, mobilità e contratti di solidarietà e, al momento, senza alcuna garanzia per i lavoratori”.

Legale di Colella su condanna per omesso versamento 2008: ‘Decisione su Iva  era scelta obbligata’

“L’omesso versamento attiene all’ anno 2008, nel quale l’imprenditore Colella ha rilevato la Sorgente Santa Croce s.p.a. dalla precedente proprietà, ereditando un debito incolmabile nel breve termine. La scelta era obbligata.

Non pagare interamente l’Iva 2008 alla scadenza (27-12-2009) per pagare lavoratori e fornitori al fine di consentire all’azienda di proseguire nell’attività, rateizzando, in seguito, il debito tributario con l’Agente di riscossione, rateizzazioni in corso e regolarmente onorate”.

Così in una nota l’avvocato Roberto Fasciani, legale del patron della Santa Croce spa, Camillo Colella, sulla condanna del suo assistito da parte del tribunale di Avezzano per omesso versamento dell’Iva relativa al 2008 per circa 3 milioni di euro.

La condanna a 4 mesi per il proprietario del marchio di acqua minerale di rilievo nazionale imbottigliata nello stabilimento di Canistro dove c’è la sorgente, è stata tramutata dal giudice in una multa di 4.500 euro.

“La sentenza di primo grado che non è ancora definitiva si palesa ingiusta in quanto gli enormi debiti ereditati e la grave carenza di liquidità, dovuta in gran parte a fatti imprevedibili (tra cui la crisi economica del settore, acuita nella provincia dell’Aquila, nella quale l’azienda ha sede e opera, anche dal sisma 06-04-2009) sono state condizioni oggettive ed incontrollabili, che hanno impedito il pagamento immediato dell’ imposta – spiega ancora nella nota – per tali motivi, la sentenza verrà certamente appellata chiedendo che la Corte d’Appello riformi la sentenza, fermo restando che l’imprenditore sta valutando il pagamento integrale estintivo del debito tributario residuo al fine di estinguere anche il correlato reato e porre così la parola fine alla vicenda”.

Secondo il legale l’estinzione, “in ragione della recentissima apertura operata dalla Suprema Corte di Cassazione che consente con il pagamento integrale del debito tributario prima dell’ apertura del dibattimento l’estinzione del reato, deve trovare applicazione, per motivi di eguaglianza, anche a tutti quei procedimenti già iniziati dopo l’entrata in vigore della legislativa (22-10-2015), fintanto che i procedimenti non siano stati definiti con sentenza passata in giudicato”.

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