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Social innovation in Abruzzo, approvato il progetto del Comune dell’Aquila

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 27 Ottobre 2017 @ 3:30

L’Aquila. L’istituzione di una rete di servizi di prossimità, promossa dall’assessorato comunale alla Politiche sociali del Comune dell’Aquila, unico progetto tra quelli realizzati da enti locali, ha superato la selezione per far parte del laboratorio regionale di co-progettazione per la social innovation in Abruzzo, in programma a Pescara sotto l’egida della Regione.

Lo rende noto l’assessore alle Politiche sociali Emanuela Di Giovambattista che terrà’ un intervento, nella mattinata di domani, venerdì 16 ottobre, in apertura della seconda giornata del meeting, alla presenza di rappresentanti delle imprese e dei poli di innovazione, del mondo della formazione e della ricerca, dell’associazionismo e del sistema culturale e sociale abruzzese.

“Saremo l’unico ente locale – ha dichiarato l’assessore Di Giovambattista – a partecipare a questo importante laboratorio di co-progettazione, nell’ambito del quale sono stati selezionati progetti pilota nel campo della social innovation, campo verso cui c’è molta attenzione, da parte degli operatori del settore, anche e soprattutto in relazione alla capacita’ di far fronte, attraverso attività in rete, alla decrescita di fondi pubblici.

La rete locale dei servizi di prossimità- ha quindi ricordato l’assessore – è un progetto promosso dal Comune dell’Aquila, con il coinvolgimento di 18 realtà associative che hanno risposto a un bando pubblico per l’adesione. Per la prima annualita’ sono stati attuati 8 assi di intervento finalizzati a dare una risposta ai nuovi bisogni sociali emersi a seguito del sisma.

Questo riconoscimento – ha proseguito la titolare della delega alle Politiche sociali – è per noi motivo di grande soddisfazione, dal momento che i progetti messi in campo hanno dato degli ottimi risultati, attuati su ben 162 piani di intervento rivolti a un’utenza particolarmente problematica. Si va, infatti, da minori a rischio a donne con fragilità sociali, da persone a rischio di marginalità a invalidi con basso reddito e ad anziani soli con ridotte capacità.

Il punto di forza fondamentale sta proprio nel livello di soddisfazione dell’utenza e nel fatto che queste azioni hanno consentito di rispondere a bisogni non altrimenti gestibili con l’attuale sistema dei servizi sociali dell’ente. Siamo riusciti a costruire un rapporto di collaborazione con le 18 associazioni coinvolte che, a loro volta, vorrebbero proseguire lungo questo percorso. A tutte loro va dunque il mio ringraziamento per il lavoro e l’impegno, andato anche oltre il dovuto.

Al termine della prima annualità del progetto – ha concluso l’assessore – il Comune organizzerà un incontro per focalizzare gli obiettivi raggiunti e i margini di crescita e ottimizzazione dei risultati”.

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