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L’Aquila, nate tre gemelle in unica placenta

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 2 Novembre 2017 @ 17:28

L’Aquila. Già tre gemelle in un sol colpo sono una rarità, figurarsi tre feti legati a un’unica placenta: stamane, a Ostetricia dell’Aquila, c’è stato un parto eccezionale, di quelli che avvengono – statistiche alla mano – 1 su 600.000 nascite.

L’aspetto straordinario è che le bimbe (perché di 3 femminucce si tratta) sono state inconsapevoli protagoniste di un parto cosiddetto monocoriale. Fuor di terminologia medica, significa che le neonate – venute alla luce stamane al S. Salvatore alle 10.51 con un cesareo – erano legate a una stessa placenta (ecco la rarità) pur avendo sacchi amniotici distinti.

Le tre femminucce sono ora in Tin (terapia intensiva neonatale), a Neonatologia, diretta dalla dr.ssa Sandra Di Fabio, poiché nate premature (31esima settimana). Quando i neonati vengono alla luce prima del termine ordinario hanno bisogno di cure assicurate da personale altamente specializzato, rappresentato appunto da Neonatologia, che è presente solo nelle eccellenze ospedaliere, come appunto l’Aquila.

Le bimbe hanno un peso, ciascuna, che oscilla tra il chilo e il chilo 300 grammi e sono adesso assistite, come detto, da Neonatologia. Le ostetriche, che hanno assistito la mamma protagonista dell’eccezionale parto, sono Virginia Pucci e Laura Di Marco.

La mamma, nata all’Aquila ma da tempo residente a Roma, è in ottime condizioni: ha scelto Ostetricia per partorire, decidendo di affidarsi a un reparto che ha guadagnato da tempo i ‘galloni’ della sanità di qualità abruzzese e non. Del resto L’Aquila, in fatto di parti prematuri, ha ormai consolidata esperienza ed elevati standard professionali, con oltre 100 parti l’anno contrassegnati dall’ anticipato arrivo della cicogna. Non a caso a L’Aquila, nel reparto di Ostetricia diretto dal prof. Gaspare Carta, venne a partorire nell’agosto scorso la mamma protagonista, suo malgrado, del clamoroso scambio di embrioni all’ospedale ‘Pertini’ di Roma che molto clamore suscitò.

Recentemente il presidio aquilano – con una qualificata assistenza a ‘due ‘ mani tra Ostetricia e Neonatologia – ha allestito un altro servizio di nicchia (tra i pochissimi in regione): il parto in acqua che ha avuto il ‘battesimo’ a fine novembre con la prima nascita nel liquido.

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