Tari, Febo: ‘A Chieti nessuna agevolazione’

Chieti. “E’ pronta la Delibera TARI (approvazione piano finanziario e tariffe per l’anno 2020) che approderà in Consiglio Comunale e alla quale come gruppo consiliare di minoranza ci opporremo fermamente! Nonostante le specifiche previsioni normative (dl Fiscale e dl Cura Italia e Delibera ARERA) e al netto del nostro Odg poi approvato all’unanimità, ma soprattutto a dispetto del Decreto 24 luglio 2020 che determina i criteri e le modalità del riparto del Fondo (di 3,5 miliardi di Euro) istituito per concorrere ad assicurare ai comuni, province e città metropolitane, le risorse necessarie per l’espletamento delle funzioni fondamentali per l’anno 2020 in relazione alle perdite (anche per mancata contribuzione TARI) seguite ad emergenza Covid-19, la giunta di centrodestra non intende provvedere alla rimodulazione delle tariffe in favore delle famiglie, della attività commerciali e produttive che hanno sofferto le conseguenze economiche del lockdown.

Le motivazioni di questa scelta dell’amministrazione teatina, cioè le giustificazioni che sono soltanto pretesti, rimandano alla presunta mancanza di erogazione statale a copertura delle minori entrate per gli Enti locali. Banalmente ci si chiede, allora, se il Sindaco Di Primio stia involontariamente, o meno, dimenticando di ricordare che il riparto del Fondo è stato definito con la nota metodologica approvata dalla Conferenza Stato-Città con Decreto del 16 luglio.

In particolare ci si chiede se la Giunta teatina abbia contezza del contributo, una tantum e a fondo perduto, già determinato per il minore gettito fiscale 2020 (TARI, IMU, TOSAP) per il Comune di Chieti pari alla somma di 2,5milioni di Euro come da allegato al Decreto 24 luglio 2020 sul riparto dettagliato del ristoro ai comuni abruzzesi. Evidentemente no, possiamo dire noi, visto che in questa che appare come una Delibera “farsa” si specifica soltanto l’ovvietà per la quale il Comune di Chieti “non intende adottare per il 2020 le stesse tariffe dell’anno 2019” (dl Cura Italia): e ci mancherebbe (!) aggiungiamo, visto che nel 2019 le tariffe sono state erroneamente computate includendo somme non correttamente imputate e dovute da parte dei cittadini.

La verità invece è che rimodulare la TARI, in favore delle famiglie e delle attività che hanno subito conseguenze dal lockdown, è possibile sia sul piano normativo, quanto su quello delle risorse garantite ai comuni a copertura e ristoro delle minori entrate da riduzione contributi, oppure dalle maggiori spese affrontate a seguito del Covid-19. Del pari l’abbattimento della TARI si potrebbe fare ad esempio con copertura con i minori costi garantiti della rimodulazione dei mutui, oppure date le sospensioni delle rate presso Cassa Depositi e Prestiti, per cui è evidente che a Chieti ciò che manca è la volontà o capacità politico-amministrativa di ottemperare a quanto riconosciuto e dovuto ai cittadini da parte di una Giunta che con mutate vesti si appresta a chiedere nuovamente favore e consenso per le imminenti elezioni amministrative. Adesso avremo oltre alla cosiddetta beffa anche il danno per tutti i cittadini, per gli esercenti commerciali e titolari di attività produttive, (oltre a quello già causato alle stesse casse comunali per non aver provveduto alla riscossione per coloro che avrebbero potuto contribuire perché non colpiti dalle conseguenze economiche del lockdown). Il regalo di fine mandato dell’amministrazione di centrodestra, infatti, sono le imminenti 4 rate consecutive (fine agosto, settembre, ottobre e novembre) che i teatini dovranno affrontare, con l’ulteriore problema sulla bollettazione che difficilmente avrà iter celere, con la fondata probabilità per la quale ci si vedrà recapitare le prime due rate insieme con la prima già scaduta.

Possiamo allora dire che Chieti è davvero “arrivata alla frutta, anzi al digestivo”, perché questa è l’ennesima prova di quanto poco si sia fatto, e si faccia ancora, nell’interesse concreto dei teatini. Non essere in grado di ottemperare neanche a quello che è un diritto garantito da una norma superiore volta al miglioramento delle condizioni di vita lavorativa e quotidiana dei cittadini la dice lunga sul grado di affidabilità e competenza degli amministratori degli ultimi 10 anni molto impegnati, in questo periodo e non solo, nella propria personale e collettiva campagna elettorale.

Di nostro, con fermezza e determinazione, presenteremo emendamenti al regolamento finalizzati alle giuste e dovute riduzioni TARI in favore delle famiglie delle attività produttive e commerciali che non hanno prodotto RSU, e che invece hanno subito danni dal lockdown.
Noi continuiamo, come da mesi sin dal primo Odg posto in Consiglio comunale, approvato all’unanimità, la nostra battaglia di opposizione a queste scellerate scelte politiche di gestione del bene comune che non aiutano, anzi danneggiano le persone e la città in sé degandole un beneficio che permetterebbe una ripresa economica di varie e diverse realtà presenti sul territorio”. Si legge così in una nota di Luigi Febo, capogruppo di Chieti Per Chieti.