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Nuova discarica di Civeta, Mario Olivieri: ‘Una timorosa retromarcia’

Ultimo Aggiornamento: martedì, 6 Novembre 2018 @ 15:45

Vasto. Abbiamo letto che, dopo lunga e penosa meditazione, la barcollante Amministrazione Comunale di Vasto ha sciolto la “riserva” e ha convenuto sulla inopportunità di sponsorizzare la realizzazione di una nuova vasca per lo smaltimento dei rifiuti, da ubicarsi a ridosso della esistente discarica consortile pubblica C.I.V.E.T.A., di cui la stessa Amministrazione targata Menna/Lapenna/Forte è il socio di maggioranza.

 Ha impiegato tanto tempo a decidere, ma per le attività di una Amministrazione che non è in grado di installare un impianto autoclave con serbatoio per le esigenze dei visitatori del cimitero comunale o che ha solo voglia di chiudere un mattatotio che non riesce a far funzionare, ci potrebbe stare.

 Noi lo avevamo detto – da mesi – a chiare lettere e con forte voce, con articoli di stampa o durante i due consigli comunali straordinari richiesti con urgenza, a fronte della riscontrata latitanza e del silenzio manifestati dal Sindaco di Vasto e delle sue mancate risposte agli interrogativi sulla inopportunità dello stato di persistente Commissariamento e sulla mancanza di partecipazione di amministratori vastesi a convegni, riunioni, assemblee dei soci che pure erano state più volte convocate o invocate da noi.

 Bene. Finalmente la montagna ha partorito il …topolino, seppur con motivazioni risibili e frutto di una manipolazione degli eventi in corso sul territorio vastese, dove un operatore privato sta cercando di fare il suo business, fregandosene dei proprietari del consorzio ( i Sindaci e gli Amministratori del vastese ) ed attivando procedure in corso, che tutta la “sinistra” amministazione regionale conosceva da tempo e di cui alla chetichella nessuno parlava, sperando di chiudere le procedure e di vedere autorizzato il nuovo sito di stoccaggio di rifiuti.

 A questo tentativo avrebbero dovuto opporsi Menna e sodali, con chiarezza e forza ed a difesa degli interessi del territorio. Non lo hanno fatto.

 Ancora una volta hanno invece inteso comportarsi in maniera equivoca e non trasparente : affidando ad uno scarno comunicato il proprio dissenso sulla operazione che , al contrario, avrebbe meritato una puntuale delibera di condanna del Consiglio Comunale. Come al solito, inoltre, hanno tentato la difesa sia del delegato regionale all’ambiente Mazzocca che prima aveva negato l’esistenza della iniziativa della Cupello Ambiente Srl e che poi – di fronte alle proteste della popolazione intera – ha affermato che l’intervento in istruttoria non si farà durante la sua gestione del Settore , sia del Dirigente Regionale in convalescenza Gerardini – guarda caso anche Commissario in convalescenza di C.I.V.E.T.A. – che non conosceva la attività propositiva dell’operatore privato , per altro anche gestore , per lo stesso Consorzio ,della attività di utilizzo della terza vasca, attualmente in esercizio. Troppa grazia . La verità vera è che la oggigiorno sollevata incompatibilità dell’iniziativa privata con le esigenze pubbliche e con il vigente piano regionale rifiuti , fino ad oggi non è stata ancora eccepita da nessuno, durante la lunga istruttoria e che la politica ambientale del territorio – a marca PD – sembrerebbe aver avuto gli occhi colpevolmente socchiusi sul fatto.

 Quegli stessi occhi che, a nostro parere, gli Amministratori di Vasto dovrebbero tenere molto spalancati, con le orecchie ben aperte anche ad ascoltare i messaggi che provengono dalle forze di minoranza presenti nel Consiglio Comunale di Vasto, per opporsi in maniera decisa e chiara , ogni volta che, qualcuno, tenta di forzare i diritti dei cittadini del vastese o di spogliarne il patrimonio , il ruolo e le funzioni, al di là del politicamente consentito. Ma queste tardive decisioni di contrasto alla nuova megadiscarica, di Menna e compagni – che pure abbiamo dovuto faticare ad ottenere, insieme alle firme di migliaia di persone – non sono certamente delle attenuanti giustificative ma assumono esclusivamente, al più, una indicazione di retromarcia e di connivenza timorosamente dismessa a fronte della unanime indignazione popolare.

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