Comune di Chieti, maggioranza su Consiglio: ‘Irresponsabile l’astensione degli ex sulla propria delibera’

Chieti. “Possono attaccare tutti i manifesti che vogliono in città, nulla coprirà la verità sull’eredità che il centrodestra in dieci anni ha lasciato alla città di Chieti: milioni e milioni di debiti”, così i consiglieri di maggioranza che oggi in Consiglio comunale hanno approvato la variazione di bilancio approvata dalla ex Giunta Di Primio a due giorni dal voto, con l’accensione di un prestito di 14,5 milioni di euro per pagare parte dei conti in rosso dell’Ente.

“Com’era prevedibile non sono riusciti a mettere la faccia sulla delibera n. 927 del 18 settembre 2020 – riprendono i consiglieri – Cosa che noi abbiamo fatta non perché ne condividiamo il contenuto, ma solo perché contiene le spettanze di tanti creditori tra i quali Chieti Solidale, ACA, Deco e Teate Servizi, società che ci preme tutelare perché dietro ci sono lavoratori, famiglie, settori che producono servizi per la comunità, ignorati da chi ci ha preceduto e a cui gli amministratori che hanno avallato e prodotto quella delibera di settembre, hanno vilmente voltato la faccia, facendo finta di esserne estranei, gridando allo scandalo su notizie false, per sviare l’attenzione dei media.

Per fortuna la città ha già deciso e noi faremo in modo che non dimentichi chi l’ha messa sull’orlo del fallimento con un’amministrazione che non ha prodotto altro che debiti. Un’esposizione che documenteremo, perché ognuno dei teatini ai quali il centrodestra con le sue scelte ha accollato 300 euro di debiti ciascuno, neonati compresi, per un trentennio e una rata di rimborso annuale pari a 614.991,10 euro dal 2022 fino al 2049, sappiano bene chi debba vergognarsi e perché.

La nuova Amministrazione in un solo mese ha riattivato procedimenti, progetti, avviato percorsi per rendere più efficace ed efficiente l’azione amministrativa del Comune, risultati piccoli sono già visibili, quelli a medio e lungo tempo si stanno approntando e produrranno di certo i loro effetti perché tanto si può fare, ma tantissimo non è stato fatto nei dieci anni di amministrazione che ci hanno preceduto.

Ormai, dopo il rendiconto, approvato con i voti del Patto per la città, il copione è lo stesso, astensione. Noi ci siamo assunti l’onere di ratificare un atto non nostro, in nome dell’impegno di risollevare la città. Un impegno che ci appartiene e ci interessa molto di più del livore che coloro i quali sono stati puniti dalla città per aver mal governato, ci dedicano ogni giorno”.