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Chieti, ex San Camillo. Sindaco: ‘Vogliamo certezze da dare alla città sui progetti annunciati, perché non siano propaganda’

Ultimo Aggiornamento: sabato, 2 Luglio 2022 @ 21:32

Chieti. “Due sorprese in due giorni, per una città come Chieti, per cui fino ad oggi sono mancati da parte della Regione e della Asl programmazione e investimenti, questo florilegio di opere e annunci non condiviso con chi rappresenta la comunità, non è solo insolito, ma appare beffardo. Ai cittadini che hanno diritto di curarsi non si possono raccontare frottole: dove sono i progetti? Dove gli impegni di spesa? Perché sulla progettazione del PNRR non c’è nulla né sul riordino da 60 milioni dell’ospedale clinicizzato, né sulla riqualificazione dell’ex San Camillo?”, si chiede il sindaco Diego Ferrara sulle notizie apparse a mezzo stampa circa la riqualificazione dell’ex presidio teatino.

“Sui giornali oggi leggo di un altro fantomatico progetto per l’ex presidio, guarda caso, il giorno dopo aver esternato il fondato timore che Chieti si volesse spogliare anche della direzione sanitaria, dopo gli altri travasi altrove subiti dalla nostra sanità in questi ultimi tre anni, un continuo salasso, senza alcun investimento – rincara Ferrara – C’è un progetto di riordino della Asl? Bene, se avesse avuto le gambe per camminare sarebbe stato onesto venirlo a dire alla Città in Consiglio comunale lunedì scorso, invece di disertarlo. C’è un altro progetto che eviterebbe la migrazione della direzione sanitaria a Lanciano, come paventato durante riunioni partecipate a marzo con la dirigenza asl a tale scopo? Bene anche questo , ma chi era o è al corrente di tale ipotesi, tanto da articolarla in un’intervista giornalistica, avrebbe potuto venirlo a dire alla comunità rappresentata dalle istituzioni comunali lunedì, al posto di tirarla fuori dal cilindro solo oggi. Sulla sanità i problemi vanno affrontati con i fatti, non con le intenzioni, perché a manifestare intenzioni sono buoni tutti, ma è sui fatti che si vede il cavallo vincente. E fino ad oggi, in questi ultimi tre anni, gli unici fatti sono: la chiusura del Distretto sanitario di Chieti Scalo; la perdita dei finanziamenti per il nuovo ospedale, la paralisi dei servizi territoriali, con UCCP pronte e ancora vuote; il trasferimento di diversi reparti attivi del clinicizzato, alcuni di eccellenza; la paralisi del pronto soccorso; la mancanza di investimenti sul personale, messo in trincea e avvisato delle decisioni, anche le più forti, da un giorno all’altro, a spregio anche dei diritti che regolano i rapporti di lavoro; la perdita del DEA di II livello; il rischio di mettere in crisi il valore dell’Università di Medicina. Potrei continuare, perché la lista è lunga: ci sono questi progetti in itinere? Bene, ci diano ragioni fondate sull’effettiva realizzazione di queste ipotesi e i tempi di realizzazione, perché gli annunci non curano la gente e, peggio, non servono a rendere credibile una gestione che a tutti i livelli fino ad oggi sul nostro territorio non ha portato nulla e non ha funzionato”.

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