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Sindaco di Rapino: “Municipio a 2000 metri pur di non far pagare l’IMU ai cittadini”

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 27 Ottobre 2017 @ 22:31

Rapino. “Trasferirò il Municipio sulle strutture disponibili in alta montagna, mantenendo la sede operativa in paese”, questa è la provocazione di Rocco Micucci, sindaco del Comune di Rapino, stanco di dover imporre ai cittadini nuove tasse imposte dal Governo.

“In questo momento di difficoltà economica ed occupazionale, tanti cittadini italiani scoprono che il loro Natale quest’anno sarà ancora più duro! Con un comunicato stampa del 1° dicembre, il Dipartimento delle Finanze ha reso noto che è in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale un decreto con cui vengono ridefiniti i criteri per l’applicazione dell’esenzione IMU sui terreni agricoli” – dichiara il sindaco, che insiste –

Un decreto che va a toccare non solo il mio, ma tanti comuni montani abruzzesi, che si troveranno a dover caricare la popolazione di una nuova tassa.
In base al provvedimento, i cittadini possessori di terreni agricoli residenti nei Comuni compresi fra 281 e 600 metri dovranno pagare, mentre sono esenti i Comuni con altitudine superiore ai 600 metri sul livello del mare.

Nei nostri paesi sono tanti i cittadini possessori di terreni, dai quali però non deriva nessuna economia oltretutto in questo periodo. E così noi amministratori, dopo aver chiuso l’assestamento di bilancio al 30 novembre con non pochi sacrifici, abbiamo appreso il giorno dopo di dover imporre una nuova tassa ai nostri abitanti: come se non bastassero quelle già previste (TASI, TARI, IMU) con scadenza il 16 dicembre! Ed anche questa dovrà essere pagata entro il 16, nonostante non ci sia ancora il decreto ufficiale”.
Micucci teme che l’ennesima mazzata nei confronti delle comunità montane possa indurre i residenti a trasferirsi verso le località di mare. “Si parla anche di un possibile rinvio, ma non possiamo restare con questa incertezza a soli 12 giorni dal termine e comunque si tratterebbe solo di un rinvio mentre credo sia giusto rivedere la decisione: stiamo parlando di località da sempre considerate aree disagiate sia per il clima, sia per la carenza di servizi e di altre opportunità. In questo modo non si fa altro che continuare ad allontanare le persone dalle zone interne, soprattutto quelle montane, dove la vita è sicuramente più complicata rispetto alle città di mare”.
Conclude il sindaco di Rapino: “Ancora una volta sono gli amministratori locali a fare il ruolo di esattori nei confronti dei loro cittadini, amministratori che conoscono da vicino le difficoltà che tante famiglie si trovano ad affrontare in questo momento. In qualità di consigliere dell’ANCI nazionale, il mio impegno è quello di portare la voce degli amministratori abruzzesi e soprattutto quella dei cittadini all’attenzione del consiglio. Ho già chiesto al presidente Luciano La Penna di impugnare l’atto, anche se il provvedimento dovesse essere rinviato. Mi coordinerò, inoltre, con altri sindaci del territorio che hanno tutti lo stesso problema per manifestare tutto il nostro dissenso con altre azioni eclatanti”.

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