D’Amico: ‘Provincia di Chieti assente nella caccia e nella pesca’

Ultimo Aggiornamento: sabato, 4 Novembre 2017 @ 12:17

Chieti. “Le funzioni dirette e future della Province saranno: la viabilità, l’edilizia scolastica e, su delega della regione, caccia e pesca poi resteranno alcuni compiti di coordinamento su ambiente, trasporto pubblico locale ed urbanistica”.

Così in una nota il capogruppo del Pd in Consiglio Provinciale a Chieti, Camillo D’Amico, che aggiunge: “Tutto questo lo sarà al di là del sistema elettorale e della conformazione fisica e giuridica  avranno le Province. In questi giorni, in cui il presidente Di Giuseppantonio è alle prese con la ‘complicata’ soluzione del rebus per ricomporre la sua giunta monca di ben sei assessori dimessosi anticipatamente per concorrere alle prossime elezioni regionali del 25 maggio, non si è mosso un dito per mettere a punto la campagna per il selecontrollo nel contenimento del cinghiale e la provincia opera contro decisioni assunte all’unanimità dal proprio consiglio nel campo della pesca. La delibera per attivare il contentimento del numero di cinghiali, attraverso il metodo del ‘selecontrollo’, non ha mai trovato attivazione anche se fu “venduta” alla pubblica opinione come la migliore possibile ne risulta siano stati investiti gli Ambiti Territoriali di Caccia (Atc) per supplire a questa assenza. Finita la stagione venatoria, eliminati tanti capi resterà in piedi solo la caccia dei bracconieri con i problemi che riemergeranno in tutta la loro interezza. Nell’ambito della pesca viene sistematicamente disattesa una delibera consiliare (n. 3 del 31/1/2012) adottata all’unanimità ove si stabilì il pagamento di € 10, 00 annue a carico di ogni pescatore che richiedesse il tesserino all’ente. Le quote così raccolte sarebbero state utilizzate per il ripopolamento di pesce nei corsi di fiume dell’intero territorio. Risulta che l’ente, per gli anni 2012 e 2013, abbia incassato circa 30.000 euro rimasti inutilizzati ne impegnati. Siamo di fronte all’ennesimo episodio d’incapacità di spesa e di programmazione. Di fronte a questo problema, almeno così parrebbe, la ‘maggioranza di centrodestra a guida udc (!)’  nel mentre non riesce ancora a decidere chi dovrà occupare lo scranno di assessore provinciale per la residuale parte della legislatura, utile solo a metterlo nel curriculm vitae di chi avrà questa opportunità, starebbe pensando di non attuare il deliberato assunto dal Consiglio. Questo sostanzierebbe il danno alla beffa perché, non solo i pescatori pagano un obolo per consentirsi una salutare passione, ma l’ente, non sapendo come spendere queste risorse finanziarie già finalizzate, rinuncerebbe ad incassarli”.