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Chieti, Di Primio su tagli Spending Review: ‘Il paese può ripartire se messo in condizioni di operare per il bene dei cittadini’

Ultimo Aggiornamento: sabato, 4 Novembre 2017 @ 15:57

umberto_diprimioChieti. “Il paese può per davvero ripartire se la parte sana, ovvero il sistema dei Comuni, verrà
messo in condizioni di poter operare per il bene dei cittadini”.

Lo ha detto il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, in qualità di Responsabile del Personale e Relazioni Sindacali dell’Anci, nel corso della manifestazione odierna indetta dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani, a Roma, contro i tagli ai Comuni contenuti nel decreto legge n. 95/12 cosiddetto “Spending Review”.
“Tutto questo, però – ha proseguito Di Primio – passa attraverso l’attuazione di alcuni punti: la cancellazione della Spending Review voluta dal Governo, soprattutto laddove si fonda su dati errati, se non falsi, come quelli attinti dal Ministero dell’Economia sul Siope; eliminando il Patto di Stabilità, vero e proprio freno dello sviluppo economico dei territori; sostituendo il sistema dei tagli lineari, penalizzanti per chi fino ad oggi ha rispettato le regole; introducendo un sistema di revisione della spesa che punti decisamente al taglio dei costi inutilmente sostenuti dalla Pubblica Amministrazione e facendo salve quelle spese destinate alla copertura dei servizi essenziali. Dopo che i Comuni, negli ultimi cinque anni, hanno pagato con oltre 20 milioni di euro di minori trasferimenti, da parte dello Stato, il costo della invocata riduzione della spesa pubblica, è arrivato il momento che il Governo getti la maschera e si decida a tagliare i privilegi e le inutili spese degli apparati burocratici nazionali e locali e dello stesso Parlamento. In tal senso – ha concluso il Sindaco Di Primio – sento di fare un accorato appello affinché quanti più cittadini, presso i propri Comuni, si mobilitino e facciano richiesta di ripristino del servizio di raccolta firme valide per la petizione di un referendum avente ad oggetto l’abrogazione sulla determinazione delle indennità spettanti ai membri del Parlamento”.

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