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Ripa Teatina, federalismo fiscale. Amministrazioni locali lamentano lacune

Ultimo Aggiornamento: domenica, 29 Ottobre 2017 @ 8:36

ripateatinaRipa Teatina. Un federalismo necessario ma pieno di lacune, mentre le piccole amministrazioni locali convivono con una sempre più crescente insufficienza di risorse economiche.

È lo scenario emerso dalle riflessioni della tavola rotonda organizzata dal Comune di Ripa Teatina che si è tenuta ieri, venerdi 15 aprile, presso i locali Kubò a Fondovalle Alento. “Quale federalismo?” il quesito al centro del dibattito, nato con lo scopo di condividere esigenze e problematiche dei governi locali per capire insieme come organizzare la macchina amministrativa in vista dei futuri cambiamenti legati alla recente legge sul federalismo fiscale.

All’evento sono intervenuti Enrico Di Giuseppantonio, presidente della Provincia di Chieti,Mauro PetrucciIgnazio Rucci, rispettivamente sindaco e vice di Ripa Teatina, Giovanni Legnini, membro della V Commissione Permanente (Bilancio) ed Ebron D’Aristotile, docente della facoltà di Economia dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara.

Punto nevralgico del dibattito le risorse pubbliche nelle mani delle amministrazioni locali che, a causa dell’abolizione dell’Ici, si fanno sempre più ridotte rendendo in questo modo difficoltosa l’ormai prossima autonomia di gestione.

“Siamo davanti a una forzatura, – è stato il commento del sindaco di Ripa Teatina, Mauro Petrucci – un risultato di bandiera che non tiene conto della necessità di dotarci prima di un nuovo assetto. Chi pagherà il federalismo? Qualcosa dovrà necessariamente cambiare e pertanto l’unica soluzione sarà unirci, altrimenti non potremo garantire nemmeno l’indispensabile”.

Petrucci ha portato ad esempio il fortunato caso dell’Unione dei Comuni delle Colline Teatine, di cui la stessa Ripa fa parte, costituita otto anni fa per razionalizzare risorse e garantire servizi a cittadini di piccole realtà accomunati da simili esigenze.

Dello stesso avviso anche il senatore Legnini che non ha nascosto la necessità per il Paese di approdare al federalismo, seppure sotto altre forme che tengano conto delle funzioni amministrative e dei costi standard. “Messi davanti a queste novità troppo repentinamente – ha infatti sottolineato – viene da chiedersi da quale parte iniziare. La verità è che nessuno è in grado di dare una risposta”.

Proposte, dunque, alcune ipotesi di soluzione per mettere le amministrazioni locali in condizione di gestire le nuove responsabilità. “E’ opportuno – ha suggerito il presidente Enrico Di Giuseppantonio – che si avvii un tavolo tecnico immediato per capire quale impatto avrà il federalismo fiscale sui bilanci comunali e comprendere così quale massa monetaria potrebbero maneggiare gli enti. Soltanto in questo modo sarà possibile affacciarsi al 2014 senza stravolgimenti, altrimenti continueremo a non sapere nulla”.

 


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