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Rapino, Micucci: ‘Altro che calunnia, il concorso è da annullare’

Ultimo Aggiornamento: domenica, 29 Ottobre 2017 @ 4:52

Rapino. Hanno intentato una causa perchè sostenevano di essere stati diffamati e calunniati dai Consiglieri di minoranza, per aver presentato degli esposti che contestavano l’irregolarità del concorso per un posto da Vigile Urbano, non aperto al pubblico ma riservato dalla ex Giunta illegittimamente all’interno, addirittura con un solo partecipante.

 Il Giudice a cui si sono rivolti Cocciaglia Rocco (ex Sindaco), Medaglia Lorenzo (il vigile urbano) e Cocciaglia Rocco (ex assessore) per ottenere il risarcimento di 200 mila euro, invece ha ritenuto che il concorso, come sostenuto dai consiglieri di minoranza all’epoca dei fatti, era stato personalizzato nei requisiti per far vincere l’unico partecipante. Non solo, ma anche il presidente della Commissione esaminatrice, l’Arch. Mario Santovito, era stato “assunto” irregolarmente, tant’è che sono stati condannati per questo anche dalla Corte dei Conti. Così si è espresso il Giudice: “La nomina del suddetto architetto quale Responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Rapino è avvenuta in manifesta violazione delle disposizioni primarie che presiedono alla attività di affidare incarichi e stipulare contratti con soggetti esterni alla pianta organica dell’ente locale”. Già questo bastava a rendere illegittimo quel concorso. Ma il Giudice ha evidenziato come proprio questo Presidente non abbia fatto rilevare le “gravissime e sconcertanti irregolarità” del concorso.

 Il Tribunale ha confermato che il concorso non era corretto perchè dall’analisi dei fatti “emerge la sostanziale certezza che proprio il Medaglia Lorenzo molto probabilmente sarebbe stato il vincitore di quel concorso illegittimamente riservato al personale interno”, perfino se avesse partecipato anche un altro dipendente.

 Relativamente alle accuse di calunnia e diffamazione, la sentenza nel merito della vicenda ribadisce che la critica politica non può essere condannata se non trascende in “espressioni che, in quanto gravemente infamanti e inutilmente umilianti, trasmodino in una mera aggressione verbale del soggetto criticato”. Cosa che non è assolutamente avvenuta. Anzi nella sentenza si apprezza il lavoro degli allora consiglieri di minoranza, enfatizzando come “abbiano non solo esercitato un diritto di critica, avvalendosi legittimamente di quelle più pungenti e incisive possibilità loro riconosciute dai principi appena esposti, ma abbiano doverosamente richiamato, in ragione del loro istituzionale ruolo di controllo, l’attenzione dell’opinione pubblica su quanto di grave stava accadendo nell’attività di gestione della cosa pubblica”.

 Addirittura il Giudice esprime sconcerto perchè non si sia proceduto ad annullare il concorso, rimuovendo la delibera che lo riservava all’interno “nonostante i solleciti in tal senso provenienti sia dal Difensore civico sia dall’Ispettorato della Funzione Pubblica, coinvolti dagli allarmati convenuti” (i consiglieri di minoranza).

 Il Tribunale non solo ha respinto la richiesta di risarcimento dell’ex sindaco Cocciaglia e degli altri due attori, ma li ha condannati al pagamento delle spese processuali in favore dei Consiglieri della Bilancia, che erano stati chiamati in causa senza aver fatto nulla che non fosse il loro dovere, per un importo di oltre 19.000 euro.

 Esprime soddisfazione l’attuale Sindaco di Rapino, Rocco Micucci, ex consigliere di minoranza coinvolto in questa vicenda: “Questa sentenza ristabilisce la veridicità dei fatti e dà merito a noi che abbiamo lottato sempre per affermare la legalità e l’interesse pubblico, punendo chi ci ha attaccato personalmente”.

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