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Vasto, Consiglio Comunale negato, Sigismondi: ‘Ricorreremo al Prefetto’

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 2 Novembre 2017 @ 14:07

Vasto. Episodio importante nella conferenza dei Capigruppo a Vasto: la maggioranza e il Presidente del Consiglio comunale, in evidente violazione del Testo Unico degli Enti Locali (Tuel), hanno negato ai Consiglieri di opposizione la discussione del Piano di Recupero del Centro Storico in Consiglio comunale.

 L’articolo 39 comma 2 del Tuel, prevede che “Il presidente del consiglio comunale o provinciale è tenuto a riunire il Consiglio, in un termine non superiore ai venti giorni, quando lo richiedano un quinto dei consiglieri, o il sindaco o il presidente della provincia, inserendo all’ordine del giorno le questioni richieste”. Il Capogruppo di Fratelli d’Italia-An Etelwardo Sigismondi, unitamente ai Consiglieri comunali Massimo Desiati, Andrea Bischia, Davide D’Alessandro e Nicola Del Prete, aveva presentato, il 10 marzo scorso, una diffida al Comune, con contestuale richiesta di convocazione dell’Assise civica, per discutere ed eventualmente approvare in Consiglio comunale il “Piano di recupero della città storica del Comune di Vasto” e non in Giunta come illegittimamente avvenuto. Il Presidente del Consiglio doveva quindi limitarsi a prendere atto della richiesta dei cinque Consiglieri – un quinto dei componenti il Consiglio – e fissare la data dell’adunanza. Così non è stato: i Capigruppo di maggioranza, nascondendosi dietro un discutibile parere dell’ufficio tecnico, contenente motivazioni già in precedenza esplicitate dai tecnici del Comune e oggetto proprio della diffida, hanno di fatto privato i rappresentanti di esercitare il potere di controllo attribuito dalla legge.

“Non ci piegheremo di fronte a questa autentica prevaricazione esercitata a danno delle opposizioni dal Presidente del Consiglio e dai Capigruppo di maggioranza e ricorreremo immediatamente al Prefetto per la fissazione della seduta” ha annunciato Etelwardo Sigismondi, Consigliere comunale di Fratelli d’Italia-An. “Ribadisco – ha concluso – che alcune previsioni contenute nel Piano di Recupero comportano una variante al vigente Piano Regolatore e necessitano dell’approvazione dello strumento urbanistico in Consiglio comunale e non in Giunta. È evidente che la maggioranza, sull’argomento, teme il confronto con l’opposizione”.

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