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Il Coordinamento No Ombrina insiste per l’immediata approvazione del Parco Marino

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 27 Ottobre 2017 @ 2:03

San Vito Chietino. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha convocato per lunedì 9 novembre 2015 a Roma, presso il Ministero stesso, una nuova conferenza dei servizi per esaminare il progetto Ombrina.

Il Coordinamento No Ombrina in questi giorni ha lanciato un appello via email ai consiglieri regionali, sottoscritto da tantissimi cittadini, affinchè si affrettino ad approvare la legge istitutiva del parco marino “Trabocchi del chietino” nel tratto di mare antistante parte della costa dei comuni di S. Vito chietino e Rocca S.Giovanni.

Per il Coordinamento è indispensabile fare in fretta assicurando non solo il passaggio in consiglio regionale ma anche la pubblicazione della legge sul BURA entro il 7 novembre (la legge entra in vigore il giorno dopo la pubblicazione; l’8 è domenica).

‘Sarebbe del tutto inaccettabile per la Regione Abruzzo e per il suo presidente D’Alfonso presentarsi a Roma lasciando a casa quello che rappresenterebbe un ostacolo significativo per l’approvazione del progetto. Infatti, al momento della pubblicazione sul BURA, scatterebbero come per qualsiasi area protetta i vincoli di salvaguardia transitori tra cui il divieto di alterazione dei fondali. E’ evidente il contrasto tra queste norme e i lavori previsti nel progetto Ombrina come la perforazione e la posa in opera di metanodotti e oleodotti. La gestione, tra l’altro, sarebbe affidata ai due comuni che assicurerebbero la prosecuzione nell’area delle attività compatibili e tradizionali.

Ricordiamo che fu lo stesso D’Alfonso a prospettare questa soluzione il 27 giugno scorso; non si capirebbe, quindi, un suo dietrofront proprio ora che il pericolo si sta facendo sempre più concreto.

Ombrina cambierà in peggio il volto di una regione, orientandola per decenni verso il mondo delle fonti fossili, l’economia del passato. L’Abruzzo, dopo Bussi, non merita anche questo’, si legge in una nota del Coordinamento.

Le associazioni ambientaliste sulla stessa lunghezza d’onda: ‘Subito il decreto’

Prima che la vicenda del Parco Nazionale della Costa Teatina degeneri in una farsa, la associazioni
ARCI, Italia Nostra, FAI, Legambiente, Lipu, Marevivo, Pro Natura e WWF tornano a far sentire la
propria voce rivolgendosi questa volta direttamente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al
Capo dello Stato.
Ci sono voluti ben 15 anni di attesa e diverse proroghe delle legge che istituiva la figura del
commissario straordinario prima che a livello governativo si prendesse atto della assoluta incapacità
della politica locale di individuare una perimetrazione condivisa. Il Ministero dell’Ambiente, cui
spettava la definizione dell’iter, ha insistito cercando a ogni costo una intesa impossibile,
rendendosi in tal modo complice dei ritardi nella conclusione dell’iter. Mutuando quel che accade
nelle amministrazioni locali quando non si riesce ad approvare nei termini di legge il bilancio, la
presidenza del Consiglio dei Ministri ha finalmente nominato un commissario, rispettando la legge.
A questo punto però occorre essere conseguenti: il commissario ha svolto il suo lavoro e c’è
finalmente sul tavolo una perimetrazione. Con quale logica e secondo quale norma questa
perimetrazione dovrebbe tornare a essere discussa in conferenza Stato Regioni o in qualunque altra
sede? Sarebbe come se il commissario ad acta di nomina prefettizia (cioè del Governo) dovesse
sottoporre il bilancio che ha redatto con poteri sostitutivi all’approvazione di quella stessa giunta e
di quello stesso consiglio che non erano stati in grado di chiuderlo. Una vera assurdità logica e
giuridica.
La verità è che il commissario, concludendo nei tempi previsti il proprio mandato senza chiedere
alcuna proroga, ha spiazzato chi intende la gestione della cosa pubblica come occasione per mettere
in mostra la propria oratoria e non per assumere decisioni nell’interesse della collettività e quei
sindaci che speravano potesse continuare la cementificazione del territorio.
I cittadini la pensano ben diversamente: il 13 aprile del 2013 quarantamila persone hanno sfilato a
Pescara dietro uno striscione, quello di apertura dell’imponente corteo, che recitava: “NO
OMBRINA, SÌ PARCO NAZIONALE DELLA COSTA TEATINA”. Un messaggio che ARCI,
Italia Nostra, FAI, Legambiente, Lipu, Marevivo, Pro Natura e WWF riprendono e rilanciano
chiedendo a chiare note:
– che si annulli definitivamente l’inutile e assurdo passaggio in conferenza Stato-Regioni;
– che non si inseguano soluzioni pasticciate e alternative al ribasso che semplicemente non
esistono né possono esistere;
– che la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con l’ausilio tecnico del Ministero dell’Ambiente,
predisponga immediatamente il decreto per la perimetrazione del Parco;
– che tale decreto venga sottoposto subito alla autorevole firma del Capo dello Stato e pubblicato;
– che non si concedano ulteriori dilazioni per l’entrata in vigore delle norme di salvaguardia oltre
quelle già individuate dal commissario e che in ogni caso la proroga non riguardi in alcun modo
strumenti urbanistici solo adottati e non approvati, anche perché questa sarebbe una
inaccettabile e illegale forzatura giuridica;
– che vengano nominati in tempi rapidissimi gli organi dirigenti del Parco in modo che questa
nuova struttura possa dare, a cominciare dal varo del Piano del Parco, i suoi effetti benefici a un
territorio da troppi anni in preda a una crisi che non potrà certamente essere risolta da un resort
o dall’ennesimo porto turistico

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