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A Villamagna tavola rotonda su “Psichiatria e Carcere”

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 27 Ottobre 2017 @ 19:30

carcereVillamagna. Si chiama “Psichiatria e Carcere” il convegno organizzato da Psichiatria Democratica e dall’amministrazione comunale di Villamagna in programma per sabato 1 dicembre alle ore 9.30 presso l’auditorium “San Francesco”.

Relatori di spicco del settore si alterneranno al tavolo dell’incontro per approfondire assieme la problematica relativa al trattamento psichiatrico in carcere, un sistema che “produce” naturalmente una selezione che, se non gestita correttamente, spinge i deboli in una condizione ancor più marginale.

Al convegno parteciperanno Massimo Di Giannantonio, direttore della scuola di specializzazione in Psichiatria dell’Università D’Annunzio di Chieti, Aristide Saggino, direttore di Psicometria Clinica dell’Ateneo teatino, Liborio Stuppia, preside della facoltà di Psicologia dell’Università D’Annunzio e Maria Rosaria Parruti, magistrato di sorveglianza del Tribunale di Pescara. Interverrà inoltre il senatore Alfonso Mascitelli. Il moderatore dell’incontro sarà Danilo Montinaro, psichiatra forense e componente del direttivo nazionale della Società Italiana di Psichiatria Democratica Onlus.

“Bisogna battersi sempre per il diritto alla salute – commenta in merito il sindaco di Villamagna Paolo Rosario Nicolò – e in questo senso anche l’esecuzione di una pena nei suoi caratteri sanzionatori e disciplinari deve cedere il passo di fronte alla malattia. È importante, infatti, ribadire la funzione rieducativa della sanzione penale, una convinzione che ci deve far pensare alla pena come a un qualcosa di non esclusivamente preventivo, ma comunque attento ai bisogni umani del condannato in vista del suo possibile reinserimento sociale”.

Obiettivo del convegno è  pertanto quello di approfondire come i centri diurni e le misure alternative possano contribuire in maniera determinante alla funzione rieducativa se coordinati a un buon piano di assistenza e cura.

“Purtroppo – continua Nicolò – ad oggi lo sviluppo di un esauriente sistema di assistenza per la salute mentale è da considerarsi ancora per molti versi incompleto. Non a caso a volte si sente parlare di una vera e propria “nuova emergenza”. Il problema è che il carcere è diventato la soluzione di troppi problemi che fuori sembrano non trovare rimedio. Come amministratori, credo fermamente che sia nostro dovere agire, pertanto quello di sabato può essere considerato un ottimo momento di riflessione e condivisione”.

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