Chieti, cofani funebri cinesi: inchiesta si allarga

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 2 Novembre 2017 @ 4:31

Chieti. Nuovi indagati e nuovi sviluppi sull’inchiesta della Finanza sull’importanza di cofani funebri di produzione cinese.

 

I successivi approfondimenti investigativi hanno consentito di accertare che il sodalizio criminale costituito da soggetti italiani, cinesi e rumeni avevano presentato in dogana, all’atto dell’importazione dei cofani funebri, dichiarazioni doganali mendaci, fruendo dell’esenzione dai dazi doganali, ed avevano indicato un valore unitario della merce in misura nettamente inferiore a quello reale, ottenendo un ulteriore vantaggio d’imposta in relazione all’Iva. dovuta all’atto dell’importazione.

 

 

Gli importatori, nel sottrarre la merce all’applicazione dei diritti doganali e della corrispondente iVA., hanno agito con dolo in un contesto di contrabbando annoverabile tra quello di tipo “intraispettivo”. La constatata condotta dolosa ha permesso di denunciare 4 persone nei cui confronti sono stati ipotizzati i reati di contrabbando aggravato previsti dagli artt. 292 e 295 del T.U.L.D.. Le ulteriori indagini di polizia giudiziaria hanno consentito di segnalare ulteriori 10 persone alla locale A.G. per diversi reati tra cui delitti contro la pubblica amministrazione e contro la fede pubblica. Alcuni soggetti italiani facenti parte del predetto sodalizio, sottraevano alla custodia giudiziale i cofani funebri sottoposti a sequestro presentando all’autorità competente denuncia di furto a carico di ignoti.

 

 

Le tempestive indagini, svolte dai militari della Compagnia, permettevano di acquisire elementi probatori che dimostravano inequivocabilmente la simulazione del reato recuperando la merce trafugata – che nel frattempo era stata spostata in un deposito di Popoli – e segnalando alla magistratura 3 persone per i reati di ricettazione e simulazione di reato. Le imprese coinvolte nell’illecita importazione e commercializzazione delle casse funebri, riconducibili al sodalizio criminale, anche attraverso l’utilizzo di prestanomi, venivano sottoposte a verifica fiscale. Attraverso l’attività ispettiva venivano individuati n. 3 evasori totali, n. 5 evasore paratotale, accertando complessivamente ricavi non dichiarati per € 6.150.000,00 euro ed i.v.a. evasa per 1.065.000,00. Venivano, inoltre, segnalati all’autorità giudiziaria 11 persone per violazioni al D.Lgs. 74/2000.