venerdì, Gennaio 27, 2023
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Scuola, si torna in classe il 10 gennaio: cosa cambia per Dad e quarantene

La scuola riapre lunedì 10 gennaio.

Mario Draghi tira dritto: nonostante lo scontro tra 2000 presidi, amministratori locali, il governatore della Campania De Luca e il governo, ribadisce che “se fosse necessario le scuole saranno le ultime ad essere chiuse” come aveva dichiarato al momento del suo insediamento.

In una intervista rilasciata al Corriere della Sera il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha detto “la nostra intenzione è di procedere con quelli che sono i calendari già definiti. Al momento nessun Paese europeo ha previsto la chiusura delle scuole”.

E per la Dad? Sempre il ministro ha chiarito che “le lezioni a distanza possono scattare solo in situazioni eccezionali, ma un ricorso massiccio, anche alla luce dell’importante vaccinazione, sarebbe un grave errore”.

Il decreto emanato il 5 gennaio prevede nuove regole per arginare i contagi nelle classi e che, a seconda del grado di istruzione, introducono misure diverse per studenti vaccinati e non vaccinati.

  • Asili nido e scuole dell’infanzia: non cambia nulla. La sospensione delle attività scatta al primo caso di contagio, per la durata di 10 giorni.
  • Scuole elementari: se in una classe c’è un caso positivo l’attività prosegue in presenza per tutti gli alunni che dovranno però sottoporsi ad un tampone rapido o molecolare, e ripeterlo a distanza di 5 giorni. In caso di due o più positivi la classe è messa in Dad per 10 giorni.

Le vere differenze sono previste per gli studenti di scuole medie e superiori, visto che nella fascia di età 12-19 anni circa i tre quarti degli studenti hanno completato il ciclo vaccinale primario (2 dosi di vaccino).

  • In caso di un solo positivo: viene applicata la semplice autosorveglianza. La didattica resta in presenza, ma con l’obbligo di indossare le mascherine FfP2.
  • In caso di due positivi: la classe va in Dad per 10 giorni ma solo per gli studenti che non hanno ricevuto il richiamo di vaccino, per quelli che hanno completato il ciclo vaccinale da più di 120 giorni e per chi è guarito dal Covid da più di 120 giorni. Per gli altri si applica la sola autosorveglianza, e l’obbligo di mascherina FfP2 in classe.
  • In caso di tre positivi: tutta la classe è messa in Dad per 10 giorni.

Per consentire agli studenti in autosorveglianza di effettuare i test (presso farmacie o laboratori convenzionati) il governo ha stanziato 92 milioni di euro.

I presidi prevedono che il protocollo avrà difficile attuazione, mentre i governatori stanno emanando ordinanze per far slittare la riapertura di qualche settimana (ordinanze dichiarate improprie e che verranno impugnate dal governo: dopo la decisione della Campania di ritardare le lezioni in presenza, in Sicilia Musumeci ha scelto di allungare le vacanze di tre giorni. Il governatore del Veneto Zaia si appella al Comitato tecnico scientifico “affinché si esprima sulle regole per il ritorno in classe”.

La curva, in Italia, è in crescita da 11 settimane e i presidenti di Regione temono che quella della scuola possa essere una “falsa ripartenza” come dichiarato da Zaia.

È attesa per lunedì 10 gennaio la conferenza stampa del premier Draghi che riferirà sull’ultimo decreto Covid, che contiene anche le misure per la scuola.

 

 

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