Rischi vaccino AstraZeneca: “nessuna restrizione per l’uso”. Confermata la sicurezza

I benefici del vaccino di AstraZeneca superano i rischi”.

Oggi, in conferenza stampa straordinaria, Ema ha presentato le conclusioni sul vaccino AstraZeneca ed ha nuovamente dichiarato che “i benefici del vaccino superano i rischi e che i casi riportati di trombosi dovranno essere indicati come possibili effetti collaterali”. Non essendoci rischi generalizzati nella somministrazione “non si è ritenuto necessario raccomandare misure specifiche per ridurre il rischio”.

Ema ha poi aggiunto che “occorre rimanere consapevoli della possibilità che entro due settimane dalla somministrazione possano verificarsi casi molto rari di coaguli di sangue combinati a bassi livelli di piastrine”.

Inoltre Ema imporrà all’azienda anglo-svedese ulteriori studi per “capire di più sugli effetti di rischio” mentre nel Regno Unito l’agenzia nazionale del farmaco ne ha consigliato la somministrazione solo per persone sopra i 30 anni.

Nei giorni scorsi, Ema aveva avviato ulteriori indagini precisando che “è sempre più difficile affermare che non vi sia un rapporto di causa ed effetto tra la vaccinazione con AstraZeneca e casi molto rari di coaguli nel sangue insoliti associati ad un basso numero di piastrine. Il collegamento c’è ma come avviene dobbiamo capirlo”.

  • LA VICENDA: Molti Paesi europei avevano deciso di riprendere con le somministrazioni ma variando le fasce di età, ovvero andando a limitare l’uso del vaccino a persone sopra i 60 anni poiché si era visto che le trombosi avvenivano prevalentemente in donne giovani al di sotto dei 55 anni.

Tra i Paesi che hanno effettuato un cambio di passo nella campagna vaccinale (Germania, Francia, Svezia, Islanda, Paesi Bassi, Estonia, Finlandia) non c’era l’Italia.

  • IN ITALIA: La parola d’ordine per uscire fuori dalla pandemia è, e resta, vaccinare.

Obiettivo del governo era quello delle 500 mila somministrazioni al giorno, entro la fine del mese di aprile, obiettivo ormai difficile da raggiungere tra ritardi nelle consegne e continui problemi con Astrazeneca.

Il primo stop alla campagna vaccinale, con la sospensione di AstraZeneca in via precauzionale per rari casi di trombosi, era avvenuto il 15 marzo. In seguito l’Ema, agenzia europea del farmaco, aveva giudicato il vaccino come sicuro affermando che “i benefici superavano i rischi” e apportando una modifica al bugiardino inserendo tra gli effetti indesiderati anche quello della possibile trombosi.

Cosa accade ora in Europa e in Italia? Sulla base delle dichiarazioni fatte dall’Ema i ministri della Salute europei si riuniranno, già dalle 18 di oggi in videoconferenza, per decidere come portare avanti la campagna vaccinale. Per il nostro Paese l’Aifa potrebbe decidere di sospenderne l’uso per persone tra i 60 e i 65 anni.

L’Italia aveva scelto per la vaccinazione di massa proprio AstraZeneca, acquistando una maggior quantità di vaccini proprio dalla compagnia di Oxford, pari a 37 milioni di dosi.