Morte De Donno, la procura apre un’indagine. Sequestrati pc e cellulari

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 29 Luglio 2021 @ 19:41

La Procura di Mantova ha aperto un’inchiesta, con l’ipotesi di omicidio colposo, all’indomani della morte del professor Giuseppe De Donno.

L’uomo, 54 anni, ex primario di pneumologia dell’ospedale “Carlo Poma” e padre della terapia anti Covid con plasma iperimmune si sarebbe tolto la vita impiccandosi nella sua casa di Eremo di Curtatone, a trovarlo nel pomeriggio di ieri i suoi familiari.

Le indagini ora vertono a capire se nel suicidio possano essere ascritte responsabilità a terzi: martedì sera i carabinieri, dopo aver ascoltato la moglie e i due figli del medico, ne hanno posto sotto sequestro il computer ed i cellulari.

L’ex primario, nei mesi più delicati della pandemia, era diventato un simbolo della lotta al virus grazie alla sua cura con plasma prelevato da persone guarite dal Covid e poi trasfuso nei malati: il caso più eclatante fu la guarigione di una mamma in attesa di 28 anni che lo definì “il mio angelo custode”.

Tante le polemiche sorte attorno alla sua battaglia per affermare la validità, il basso rischio ed il basso costo della sua terapia a cui è seguito un acceso dibattito pubblico e social: su Facebook la notizia della sua morte ha suscitato post di rabbia e commozione fino alle ipotesi di complotto (andando a ritroso per arrivare alla decisione, assunta di recente, di dimettersi da primario ospedaliero per intraprendere la carriera del medico di famiglia). In molti hanno postato una sua foto con la frase che lo ha reso conosciuto ai più “la terapia con il plasma costa poco, funziona benissimo ma non fa miliardi e io sono un medico di campagna, non un azionista di Big Pharma”.

La scelta di De Donno di dimettersi da primario era arrivata dopo lo stop alla sua cura ritenuta inefficace, ma non solo, dopo che l’emergenza in ospedale è rientrata e passata la fase più impegnativa che lo aveva visto anche 18 ore in corsia accanto ai suoi pazienti pare che Giuseppe De Donno fosse ripiombato nello spettro di un vecchio disagio psicologico, tenuto sempre sotto controllo.

Unanime il ricordo dei colleghi che lo raccontano come “professionista eccellente e di grande umanità”, oggi il dottor De Donno è preso come riferimento da molti no-vax e no-pass che lo definiscono un eroe “che ha difeso la medicina democratica e l’ha nobilitata nel periodo più buio”. In alcuni striscioni è apparsa la frase “De Donno sei vivo come chi hai salvato”.