Decreto di Natale, pressing delle Regioni per maggiori concessioni

 

Da oggi tutta l’Italia è fuori dalla zona rossa.

Anche l’Abruzzo, ultima regione in fascia rossa, si è autodichiarata arancione, non senza conseguenze: il Governo ha infatti inviato una diffida al Presidente Marsilio.
Da tre giorni, intanto, è entrato in vigore il Dpcm di Natale e, in attesa della riunione di oggi tra Regioni e Governo sul piano vaccini, alcuni governatori sono tornati a far sentire la propria voce chiedendo di rivedere le norme sul Natale.
Il primo è stato il Governatore del Veneto Zaia: “A Natale siamo tutti più buoni – ha dichiarato- spero dal Governo un ravvedimento del provvedimento sullo stop di movimento tra i Comuni nelle date 25, 26 dicembre e 1 gennaio. Non vogliamo essere dall’altra parte della barricata ma dobbiamo trovare una soluzione”.
Le norme in vigore fino al 15 gennaio prevedono infatti una ulteriore stretta nei giorni più festivi del calendario: il divieto di spostarsi da una regione all’altra dal 21 dicembre al 6 gennaio, e il divieto di uscire dal proprio Comune nei giorni 25, 26 dicembre e 1 gennaio.
Il Governo ha blindato il Natale andando allo scontro con i Governatori. 
Sempre Zaia ha aggiunto: “Ci sarà qualche incontro prima delle festività e abbiamo quindi un margine per provare a modificare i provvedimenti”.
Alla voce del Presidente del Veneto si è unita quella del Presidente della Lombardia Fontana “E’ una regola inapplicabile, perchè la necessità la si può individuare sempre, credo sarebbe stato più opportuno non inserire questa norma”. Tra le preoccupazioni dei Presidenti del Nord, che chiederanno la modifica prima della conversione del provvedimento, quella di una nuova fuga nell’ultimo weekend prima di Natale (19 e 20 dicembre).
Anche dal sud arrivano malumori, a parlare è il Presidente della Calabria Spirlì “Chiudere i territori e le attività produttive durante le festività lo trovo un atto criminale”.
Il Provvedimento è arrivato senza un preventivo confronto con le Regioni, allo stesso 25 senatori del Pd avevano fatto seguire una missiva al capogruppo Andrea Marcucci chiedendo di “attivarsi con il Governo affinché lo spostamento tra Comuni nei giorni 25, 26 dicembre e 1 gennaio possa avvenire per consentire a persone che vivono in Comuni medio piccoli di ricongiungersi per poche ore con familiari che vivono in altri Comuni”. Il capogruppo Marcucci ha risposto alla missiva interpellando direttamente il Premier Conte chiedendogli di cambiare le norme sul Natale ascoltando le Regioni e i 25 colleghi senatori del Pd.