Crisi di governo: Renzi accelera, il Pd frena “sarebbe vissuta come un gioco di potere”

Ultimo Aggiornamento: mercoledì, 6 Gennaio 2021 @ 19:43

“Conte deve dimettersi. Se non lo farà ci penseranno Bellanova e Bonetti a lasciare aprendo la crisi”.

L’ultimatum di Matteo Renzi è sul tavolo e Giuseppe Conte, in piena pandemia, vede il suo governo allo stremo.

Il segretario del Pd Zingaretti avverte “la crisi, in un momento di emergenza, verrebbe vissuta come un gioco di potere, lontano dagli interessi dell’Italia”. Allo stesso modo però, è sempre Zingaretti ad incitare il Premier Conte affinché prenda l’iniziativa del confronto ed esca dalla situazione di stallo.

Nonostante i mille problemi cui fare fronte, ora priorità dell’Esecutivo è la sua stessa sopravvivenza.

Renzi insiste facendo sapere che non si accontenterà di un rimpasto (Conte nei giorni scorsi lo aveva proposto al leader di Iv, con un decreto per aggiungere al governo due ministri e tre sottosegretari) ma di volere l’apertura formale della crisi, mentre al Quirinale Mattarella chiede di fare presto: che si chiuda tutto in un paio di giorni, tre sarebbero già troppi (li concesse nel settembre 2019 quando cadde il governo Lega-M5S).

Per Francesco Verderami la soluzione potrebbe essere un “governo di scopo” che coinvolga anche il centrodestra ma il deputato Pd Andrea Orlando ha tuonato “Conte è un punto di equilibrio, se si toglie il premier si rotola verso elezioni. Se si toglie questo punto di equilibrio è impossibile trovarne un altro – ha aggiunto- e la Costituzione prevede altre vie di uscita ma, a mio avviso, non sono percorribili. Rotolare verso elezioni non lo chiede, in questo momento di emergenza, neanche parte delle opposizioni”. Alla domanda su un possibile “Governissimo” sempre l’ex ministro della Giustizia ha chiarito “nessun altro Paese ha fatto una cosa del genere, noi siamo sempre una eccezione, ma sarebbe difficile capire perché la politica si autocommissaria. Non credo che mettendosi insieme destra e sinistra possa diminuire la confusione”.

Intanto si aspetta domani, ovvero quello che dovrebbe essere il giorno della resa dei conti.