Covid, Europa a due facce: l’Inghilterra toglie le restrizioni mentre gli altri le aumentano

Ultimo Aggiornamento: lunedì, 19 Luglio 2021 @ 14:37

Oggi, lunedì 19 luglio, in Inghilterra scatta il Freedom Day: dalla mezzanotte sono cadute tutte le restrizioni da Covid, quali l’obbligo di mascherina ed il distanziamento.

Si tratta di un nuovo esperimento: un primo step, per provare a ripartire, gli inglesi lo avevano tentato già a maggio riaprendo pub e ristoranti seppur mantenendo le altre restrizioni, da oggi invece le attività, compresi i grandi eventi e le discoteche, possono ripartire senza divieti. Cade anche la raccomandazione a preferire il lavoro in smart working.

Nonostante la voce unanime degli scienziati sulla contagiosità della variante Delta e sull’aumento dei casi che nei giorni scorsi avevano toccato il picco di quasi 50mila positivi in 24 ore (ma che gli esperti stimano per 100mila nelle prossime settimane) il primo ministro Boris Johnson crede nell’efficacia dei vaccini e nel basso rischio di ospedalizzazione in caso di contagio.

Allo stesso tempo si invita la popolazione alla prudenza, e a non abbassare la guardia perché la pandemia non è ancora finita.

Quello che riportano le principali testate è un atteggiamento cauto da parte degli inglesi, mentre il Sindaco di Londra chiede che le mascherine vengano sempre indossate sui mezzi pubblici: l’opinione pubblica si è divisa sulla scelta del “liberi tutti” e il 55% si è dichiarata contraria.

La prudenza nell’uscire, e nel riprendere la vecchia routine è vista dagli psicologi come sindrome della caverna, ovvero la paura di tornare a stare all’aperto dopo un lungo periodo di chiusure che ha aumentato paure e cambiato abitudini.

Un test, quello avviato da Boris Johnson con la riapertura totale, che potrà guidare il modo di muoversi degli altri Paesi intenti invece ad aumentare i divieti per non incorrere in future restrizioni o nuovi lockdown a causa della variante Delta:

  • In Francia Macron ha introdotto il green pass obbligatorio per ogni attività quotidiana, dai mezzi pubblici a bar e ristoranti provocando due tipi di effetti, da un lato la corsa alla vaccinazione e dall’altro le proteste.
  • Anche l’Italia, su modello francese, entra questa settimana nella discussione per l’approvazione del green pass obbligatorio nei luoghi pubblici e a rischio assembramento.

Sempre nel nostro Paese la politica si confronta anche sulla possibilità di rendere il vaccino obbligatorio: Letta e Bonaccini si sono detti apertamente favorevoli, almeno per sanitari e personale scolastico.

Nettamente contrario al vaccino obbligatorio il leader leghista Matteo Salvini, contrario insieme alla Meloni (FdI) anche al green pass obbligatorio, in antitesi con quella che è la posizione della base del loro consenso che, da uno studio dei profili solcial dei due esponenti, mostra una prevalenza di favori verso il certificato obbligatorio.

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