Brucia la Sardegna: chiesto stato di emergenza. L’immagine del cane che difende il gregge dal fuoco

Ultimo Aggiornamento: lunedì, 26 Luglio 2021 @ 16:30

È diventato il simbolo degli incendi in Sardegna.

Un bellissimo esemplare di cane pastore, “è rimasto fermo sul muretto mentre le fiamme lo avvolgevano per difendere le sue pecore” scrive su Facebook il veterinario, Angelo Delogu, che si sta prendendo cura di lui dopo che i suoi colleghi sono dovuti intervenire per portarlo via a forza dal rogo.

L’animale, a guardia del gregge a costo della vita, ha riportato ferite ed ustioni alle zampe, ai polpastrelli, e al muso, ma si salverà.

La Sardegna ha attivato lo stato d’emergenza dopo che, in provincia di Oristano, sono andati in fiamme 20mila ettari tra boschi, oliveti, campi coltivati. Una terra che brucia da più di 60 ore, quasi 1500 persone sfollate, aziende agricole e case ridotte in cenere.

Gli incendi non sono stati ancora domati e i roghi sono arrivati fino ai centri abitati: i più colpiti sono stati quelli di Bonarcado, Santu Lussurgiu, Cuglieri e Sennariolo. Complice il forte vento, che sta rendendo difficoltose anche le operazioni di soccorso, le fiamme sono arrivate fino a Porto Alabe, Scano Montiferro e Borore in provincia di Nuoro.

Solidarietà dal Presidente del Consiglio Draghi che “sta seguendo l’evoluzione della situazione” mentre il governatore Solinas ha dichiarato “si tratta del peggior disastro della storia dell’autonomia sarda”.

L’ultimo grande incendio che aveva sconvolto questa parte della Sardegna risale al 1994 quando gli ettari andati in fumo furono 12 mila, stavolta la furia delle fiamme ha devastato anche olivastri che vantavano millenni di storia.

I danni per questa emergenza sono incalcolabili, il governo attiverà lo stato di calamità per consentire ristori e fondi per la riforestazione. I canadair e gli altri mezzi al lavoro per domare gli incendi non sono sufficienti per fronteggiare la situazione, è per questo che l’Italia ha chiesto l’aiuto ad altri Paesi dell’Unione Europea che si sono subito mobilitati: i primi aerei sono arrivati dalla vicina Francia. Al momento sono impegnati 7500 uomini tra Corpo forestale, Vigili del fuoco, Protezione Civile, Croce Rossa, carabinieri polizia e volontari.