Assessore leghista spara e uccide un uomo in piazza: il caso diventa politico

Ultimo Aggiornamento: mercoledì, 21 Luglio 2021 @ 19:41

Voghera- Un colpo di pistola esploso dopo una lite al bar.

È questa la dinamica che ha visto l’assessore alla sicurezza Massimo Adriatici (Lega) agli arresti con l’accusa di aver ucciso un uomo di 39 anni di nazionalità marocchina, Youns El Boussetaoui.

Adriarici, avvocato, docente di diritto penale e procedura penale, e sovrintendente di polizia fino al 2011 si è autosospeso dalla giunta ed è ora ai domiciliari fino all’udienza di convalida dell’arresto. Sul fatto indaga la procura di Pavia coadiuvata dai carabinieri. L’ipotesi è eccesso colposo di legittima difesa: l’assessore ha infatti dichiarato “mi ha spinto ed è partito un colpo, era furioso per la mia chiamata alla polizia”.

Inizialmente l’assessore leghista era stato posto in arresto dai carabinieri con l’accusa di omicidio volontario, pena che è stata cambiata dopo l’audizione dei testimoni mentre il pm non ha deciso per la liberazione nonostante il cambio di imputazione. Sarà il gip a decidere in merito alla misura cautelare tra domani e dopodomani.

Decisive per le indagini le immagini riprese dalle telecamere della zona, piazza Meardi, nei pressi del bar in cui si è consumato l’omicidio: da una prima ricostruzione sembrerebbe che la vittima, prima dello sparo, stesse infastidendo delle persone davanti al bar e abbia lanciato una bottiglia di birra verso l’assessore Adriarici che avrebbe a sua volta sparato un colpo al cuore del ragazzo dopo aver ricevuto dallo stesso una spinta, colpo partito come sostiene l’accusato “per sbaglio, mentre cadeva per la spinta”. Il marocchino non aveva alcuna arma con sé.

L’assessore era stato promotore di una ordinanza anti-alcol e probabilmente si trovava sul posto per verificarne il rispetto.

La tragica vicenda è poi diventata caso politico: la Lega si è subito esposta a protezione con le dichiarazioni del leader Matteo Salvini che ha invocato la “legittima difesa”, il Pd che ha chiesto allo stesso Salvini “la ferma condanna dell’accaduto”, il Movimento 5 stelle ha dichiarato “è inaccettabile, no al far west”.

La vittima aveva precedenti penali, Adriatici deteneva regolarmente l’arma da cui è partito il colpo.