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Pasqua: aperti più del 50% degli stabilimenti balneari

Ultimo Aggiornamento: sabato, 16 Aprile 2022 @ 14:41

I balneari italiani sono impegnati, come sempre, a fornire i servizi che il mondo ci invidia nonostante i colpevoli ritardi del Governo nel mettere in sicurezza amministrativa la balneazione attrezzata italiana”.

 

“L’attenuazione delle norme anti-Covid e le minori precauzioni per i viaggi dall’estero, unita alla voglia di uscire all’aria aperta e tornare alla normalità, fa sì che ci aspettiamo tanti italiani e stranieri in spiaggia per la Pasqua 2022, il 25 aprile e 1 maggio – hanno dichiarato Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari aderente a FIPE/Confcommercio e il presidente della Sib Abruzzo Riccardo Padovano.

Come è facile prevedere in alcune località mancheranno i turisti russi e quelli ucraini, un danno non solo dal punto di vista dei numeri ma, soprattutto, per la propensione alla spesa, sempre superiore alla media.

Ovunque le prospettive sono positive – hanno continuato Capacchione e Padovano – siamo pronti a ripartire e ad offrire quei servizi che, da sempre, rappresentano il ‘fiore all’occhiello’ del nostro turismo, unici al mondo e caratteristica del ‘Made in Italy’. Anche se oggi il Covid fa meno paura in spiaggia molti stabilimenti manterranno le distanze già adottate tra gli ombrelloni, (questo per garantire qualità e comfort), e i servizi aggiuntivi come la possibilità di ordinare e consumare il pasto dal lettino”.

“In tutta Italia abbiamo aperto le porte degli stabilimenti a chi fugge dalla guerra – hanno detto il presidente del Sindacato nazionale e quello abruzzese – non solo per quanto riguarda l’ospitalità, ma anche l’occupazione per le varie figure di lavoratori stagionali che, negli ultimi tempi, fatichiamo a trovare”.

“Sulle problematiche inerenti 30.000 imprese balneari italiane, però – hanno concluso – è urgente un intervento legislativo nazionale che, da una parte elimini gli effetti devastanti della sentenza dell’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato, e dall’altra dia certezza agli operatori e, soprattutto, incentivi gli investimenti nel settore”.

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